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Colpo di scena. Salta il Governo M5S-Lega, no di Mattarella a Savona

NazionalePolitica

27 maggio 2018, 20:56

in foto: Giuseppe Conte

Il presidente incaricato Giuseppe Conte, si legge sull’Ansa, ha rimesso l’incarico al presidente Mattarella. Il lavoro compiuto è stato fatto “in un clima di piena collaborazione con gli esponenti delle forze politiche che mi hanno designato“, ha detto Conte parlando al Quirinale al termine del colloquio con il Capo dello Stato. “Come vi è stato anticipato ho rimesso il mandato a formare il governo di cambiamento” e “ringrazio il Presidente della Repubblica e gli esponenti delle due forze politiche per aver indicato il mio nome“, ha detto ancora Conte.

Ho agevolato il tentativo di dar vita a governo” tra M5s e Lega, “ho atteso i tempi per farlo approvare dalle basi militanti“, ha detto poi il Capo dello Stato Mattarella dopo la rinuncia di Conte. “L’incertezza della nostra posizione nell’Euro ha posto in allarme investitori italiani e stranieri che hanno investito in titoli e aziende. L’aumento dello spread aumenta debito e riduce la possibilità di spese in campo sociale. Questo brucia risorse e risparmi delle aziende e prefigura rischi per le famiglie e cittadini italiani“, con un rischio anche per i mutui. La decisione di non accettare il ministro dell’Economia “non l’ho presa a cuor leggero, ha proseguito il presidente evidenziando che da alcune forze politiche si chiede ora il ritorno alle elezioni. “Prenderò delle decisioni sulla base dell’evoluzione della situazione alle Camere” ha concluso.

Intanto lunedì mattina Cottarelli è stato convocato al Colle. Probile il tentativo da parte del presidente Mattarella di formare un governo tecnico.

Dure le prese di posizione dei leader di M5S e Lega che hanno affidato a facebook la loro reazione. “Eravamo pronti a governare e ci è stato detto no” dice in un video Luigi Di Maio ricordando che Movimento 5 Stelle e Carroccio hanno oltre il 50% dei consensi. “E’ inacettabile, i governo li decidono le lobby finanziarie” attacca parlando di “scontro istituzionale mai visto prima. Il punto non è un nome (quello di Savona) ma un modo di intendere l’Italia, sovrana oppure no. E per noi è sovrana.” Di Maio legge poi la lista dei ministri e chiude con rabbia e amarezza: “in questo paese puoi essere un criminale o indagato per corruzione e il ministro lo puoi fare ma se hai criticato l’Europa non puoi permetterti di fare il ministro in Italia. Ma non finisce qui.”

Prima gli italiani, il loro diritto al lavoro, alla sicurezza e alla felicità. Abbiamo lavorato per settimane, giorno e notte, per far nascere un governo che difendesse gli interessi dei cittadini italiani. Ma qualcuno (su pressione di chi?) ci ha detto no” dice Matteo Salvini“L’Italia non è una colonia, non siamo schiavi di tedeschi o francesi, dello spread o della finanza“. Il leader della Lega chiede di tornare al voto.

Redazione Newsrimini

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