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Caos Governo, ipotesi voto il 29 luglio. Oettinger (UE): dai mercati lezione a Italia

NazionalePolitica

29 maggio 2018, 17:23

in foto: il commissario tedesco dell'UE Ottinger

Carlo Cottarelli, in tempi lampo, si è recato nel pomeriggio al Quirinale ma non è arrivata l’attesa presentazione della lista dei ministri del suo governo. Capo dello Stato e presidente incaricato si aggiorneranno domattina. Uno stop sembra dovuto al pressing delle forze politiche sul voto già a luglio. Andrea Orlando e Lorenzo Guerini del PD si sono espressi pubblicamente in tal senso e un appello ad tornare alle urne il prima possibile è arrivato anche dal Movimento 5 Stelle. In linea anche Lega e FI. Nel suo discorso di ieri, il presidente del consiglio incaricato aveva parlato invece di elezioni dopo agosto in caso di mancata fiducia al suo Governo. Lega, M5S, Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno già detto che non voteranno la fiducia mentre il Pd propende per l’astensione. I rumors dal Quirinale dicono che il Capo dello Stato avrebbe deciso di prendere tempo per valutare fino a che punto ci sia convergenza tra le forze politiche per il voto già a luglio. Un giro di consultazioni rapido e informale. L’ipotesi riguarderebbe il voto per il 29 luglio. Lo stesso Cottarelli spiega però ai cronisti di aver semplicemente chiesto più tempo per approfondire alcuni nodi legati alla lista.

Intanto, mentre lo spread schizza sopra quota 300, a gettare benzina sul fuoco delle polemiche arrivano le dichiarazioni di Guenther Oettinger, commissario tedesco Ue al Bilancio. In una intervista per Deutsche Welle, lanciata con un tweet poi in parte corretto, avrebbe detto che “lo sviluppo negativo dei mercati porterà gli italiani a non votare più a lungo per i populisti.” Dichiarazioni che hanno suscitato la reazione sdegnata da parte di Matteo Salvini: “A Bruxelles sono senza vergogna”, ha detto il leader della Lega definendo la dichiarazione una sorta di minaccia (“ma io non ho paura“). Anche da Orfini del Pd è arrivata una sonora bocciatura ad Oettinger (“parole offensive”). In seguito chiarimenti sono arrivati dal portavoce del presidente della Commissione Ue Juncker: “compete agli italiani e soltanto a loro decidere sul futuro del loro paese, a nessun altro“.

Redazione Newsrimini

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