Anche il latte è nobile: lo scopriamo in Basilicata

Sapevate che anche il latte può essere nobile? Lo scopriamo nell’undicesima puntata di New Farmers, che ci porta in Basilicata dove conosciamo Anna Chiara Affinito che a pochi chilometri da Potenza e dalle Dolomiti Lucane, con la famiglia, ha realizzato un sogno: creare un agriturismo eco-sostenibile ed in perfetta armonia con l’ambiente e la vita degli animali che qui vengono allevati.

Anna Chiara, 36 anni, una volta laureata alla Facoltà di Economia a Bologna ha deciso di tornare a casa, in contrada Centomani, per portare avanti insieme al marito Pino, ciò che mamma Maria aveva iniziato: dalla ristrutturazione di una vecchia stazione di posta è nata una piccola azienda e un agriturismo a impatto zero, immerso in 54 ettari di terreno di pascolo cespugliato e seminativi utilizzati per la produzione di cereali e foraggi per l’alimentazione degli animali.

Le stalle ospitano circa 70 bovini principalmente di razza pezzata rossa italiana Simmental ed una trentina di ovicaprini. Anna Chiara ha deciso di offrire sul mercato un latte diverso da quello normalmente in commercio e che aderisce ad un preciso Disciplinare dell’Associazione Latte Nobile Italiano, che prevede una razione alimentare per gli animali composta per almeno il 70% da erba e fieno con un numero minimo di almeno 5 essenze. Proibiti gli insilati, gli OGM e gli integratori. Questo tipo di alimentazione permette di ottenere un latte decisamente gustoso ma anche più ricco di tutte le componenti nutrizionali e, soprattutto, un miglior rapporto omega-6/omega-3. Il tutto senza alcun additivo e nel rispetto dell’ambiente e del benessere animale.

Da New Farmers: un viaggio tra i nuovi agricoltori conosciamo Anna Chiara Affinito, che ai piedi delle Dolomiti Lucane alleva secondo un preciso disciplinare bovini da cui ricava latte nobile

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L’ASSOCIAZIONE LATTE NOBILE ITALIANO

Il Latte Nobile non è una marca come le altre in commercio, ma un marchio e gli utilizzatori autorizzati devono dar conto all’Associazione Latte Nobile Italiano (ALNI) e al suo Comitato Scientifico che verifica il rispetto di un preciso Disciplinare di produzione. L’associazione si pone come obiettivo quello di promuovere, sviluppare e tutelare il modello produttivo che persegue anche Anna Chiara, come strumento per favorire il superamento della crisi del settore lattiero caseario italiano e permettere ai consumatori di riappropriarsi di un prodotto, il latte e i suoi derivati, non omologato e chiaramente distinguibile per le sue intrinseche qualità. Ovviamente il prezzo di questo latte è più alto, ma come racconta Anna Chiara, il desiderio è quello di aumentare la gamma di latte sul mercato: chi lo apprezzerà sarà disposto a riconoscergli un valore più alto.

 

LA FILOSOFIA DEL LATTE NOBILE 

La crisi del settore del latte in Italia e in Europa ha messo a nudo la concezione stessa delle produzioni agricole fondate sulla quantità, escludendo la qualità. L’intensificazione produttiva ha creato squilibri tra l’ambiente e il paesaggio agrario e condizionato l’intera filiera portando anche alla chiusura di molte aziende, oltre che ad una riduzione della qualità del latte e dei suoi derivati. Con la fine delle quote latte imposte dall’UE, nel 2015, il settore in Italia è caduto in una crisi profonda a causa principalmente degli alti costi di produzione e di una scarsa remunerazione del prodotto da parte degli industriali del settore che oggi possono comprare il latte dove trovano le migliori condizioni, indipendentemente dalle sue intrinseche caratteristiche. Spesso il consumatore acquista un prodotto omologato a basso prezzo, tanto che oggi il latte è diventato una commodity al pari dei metalli o altri prodotti; di contro, altri settori come quello viti-vinicolo è cresciuto nella qualità e caratteristiche che hanno assunto ormai un valore riconosciuto sul mercato. Alla luce di ciò è nata l’idea del latte nobile per offrire al consumatore un latte alimentare di qualità alta, riconosciuta e certificata e dare all’allevatore il giusto prezzo per quel latte.

Francesca Magnoni

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