Rimini FC. Grassi spiega come funziona l’azionariato diffuso. Il programma della festa promozione

in foto: Un momento dell'intervento di Grassi

Azionariato diffuso e festa promozione. Questi i due temi affrontati nell’incontro con la stampa tenuto alle 12:30 nella sede del Rimini Football Club dal patron della società biancorossa, Giorgio Grassi, dall’amministratore unico del Rimini FC, Tiziano Fabbri, e dal responsabile Marketing, Massimo Fabbri. Presenti anche Lucio Paesani e Quinto Protti, due dei primi tre imprenditori che hanno aderito al progetto di azionariato diffuso.

Il primo a prendere la parola è Massimo Fabbri: “Il 29 dovrebbe essere un SuperBowl all’americana, solo che noi lo vogliamo fare nel calcio. Si è pensato di creare questa grande festa. Abbiamo coinvolto la Filarmonica, la Big Band della nostra città, che ci accompagnerà dal primo pomeriggio fino alla fine. La Uisp, con cui collaboriamo, metterà a nostra disposizione una serie di compagnie danzanti. Da Roma dovrebbero venire a consegnarci la Coppa. La festa continuerà poi nella zona porto. Abbiamo chiesto l’ausilio di un trenino elettrico per accompagnare tutti a suon di musica e divertimento in zona porto, dove la festa continuerà nell’ambito della manifestazione Just Play, che inizierà sabato 28 aprile”.

“Non posso dire troppo sulla festa per mantenere alta l’attenzione di chi vorrà venire. Abbiamo invitato anche le società affiliate al Rimini FC, se poi qualcuno ha bisogno di accrediti basta ce lo dica – aggiunge sulla festa Giorgio Grassi. Come Grabo abbiamo preparato qualcosa per i tifosi, piccoli e grandi. Anche altri sponsor stanno preparando qualcosa. Sarà una domenica da vivere tutti insieme. Chiedo a tutta la tifoseria di aspettare qualche minuto per l’invasione pacifica, che già con il Romagna Centro ci è costata 200 euro di multa. Anche per mettere in piedi quel cerimoniale che faremo alla fine. Ci sarà consegnata la coppa e faremo il giro del campo con la coppa. Per l’arredo allo stadio la Curva preparerà la propria parte, i Distinti si stanno organizzando e noi provvederemo ad allestire la Tribuna centrale”.

Si parla poi del progetto di azionariato diffuso del Rimini FC. “Stiamo lavorando per il futuro. Torno all’estate di due anni fa quando avevo detto che la società è della città e doveva tornare alla città. Ho fatto delle valutazioni di tipo economico su quello che vuol dire oggi avere il diritto di fare un campionato in serie C. Un campionato di C copre circa 20milioni di persone, che vedono la Riviera Romagnola come una delle loro possibili destinazioni turistiche. Conquistare un titolo di serie C può costare milioni. Anche soltanto per vincere un campionato di Eccellenza non sarebbero bastati 50mila euro, per vincere un campionato di D non ne sarebbero bastati 150mila. Per ritornare in D ci sono città che hanno speso milioni. Ho fatto una stima prudenziale: un titolo di C senza debiti venduto a un ladro vale un milione di euro. Con la promozione del Padova in B, noi come città l’anno prossimo saremo la più importante del girone. Con un milione uno può costruire anche una carriera politica. Il calcio è uno strumento per fare pubblicità a livello di azienda e anche a livello personale”.

Il Rimini FC oggi è un patrimonio. “Tutte le società vorrebbero dialogare con noi perché sanno che faremmo crescere i loro giovani. Questo è un asset che vale molto più di un milione. Abbiamo avuto incontri con investitori da fuori e all’idea di darci una mano in serie D sono spariti tutti. L’unica cosa che conta è aver vinto il campionato ed esserci”.

Dopo la premessa, ecco l’idea, che vede Grassi disposto a ricomprare le quote di una società già sua. “La nostra idea è che io questo patrimonio lo metta a disposizione della società, prima di tutto dei riminesi perché credo sia giusto una società di calcio abbia delle radici. Faccio un esempio semplice: dividiamo questo patrimonio in cento parti. Io sono disponibile a ricomperarmi le mie quote, fino al massimo ad un 10% perché non voglio essere un socio dominante. Io nella mia testa penso a non più di dieci quote del valore nominale di mille euro. Questo capitale sociale non dovrà essere intaccato. Per questi mille euro noi chiediamo a chi vuole aderire 10mila euro di pubblicità per i prossimi tre anni per un totale di 30mila euro. Io credo che una proposta del genere non l’abbia mai fatta nessuno. Vogliamo dare un’opportunità vera a tutti coloro che vogliono investire sul prodotto calcio. Più cresceremo più faremo bene più porteremo tifosi a vedere le partite. Non c’è una pregiudiziale oggi nel fare la C. La B con 22 squadre è un campionato più dispersivo”.

A Grassi non interessa restare presidente. “L’assemblea eleggerà un presidente, che non sarò io. Sarà una società con un controllo feroce sui conti. Le cose che promettiamo le manterremo e visto il risultato che abbiamo ottenuto credo non ci siano alibi. Se non interessa non interesserà più neanche a noi. Noi ci abbiamo provato, ma non è neanche giusto che io, che per venti mesi ho trascurato la mia famiglia e il mio lavoro, possa farlo all’infinito. Se ce la faremo sarà merito di tutti. È giusto che in futuro pregi e demeriti siano divisi tra più persone”.

Si parte da tre adesioni, oltre al patron Grassi e agli Amici del Rimini Calcio, che hanno già comunicato la loro disponibilità a dare una mano. “Le prime persone che hanno dato l’adesione sono Quinto Protti e Lucio Paesani, due imprenditori che si stanno muovendo anche per sensibilizzare le loro associazioni. Anche Orfeo Bianchi ha già aderito. Faremo degli incontri con le associazioni per spiegare di nuovo questa cosa. Chiediamo di fare pubblicità col Rimini, di abbracciare questo progetto. Chi fa pubblicità col calcio può portare a casa risultati inimmaginabili”.

Parola poi ai due imprenditori che hanno già dato la loro disponibilità a entrare a far parte del progetto Rimini. Lucio Paesani: “Quando nel 2006 è nato il Consorzio del porto abbiamo deciso di fare sistema. La nostra collaborazione con la Rimini Calcio nasce da una filosofia già messa in pratica dal 2006, stessa cosa quando abbiamo costruito gli eventi. Quando abbiamo sollevato il Comune dalla Molo Street Parade abbiamo fatto risparmiare al Comune un milione e mezzo. Giorgio Grassi mi ha trasmesso questo senso di appartenenza e penso sia un dovere degli imprenditori restituire qualcosa alla città. Questi sono i fattori su cui si può investire. Io ho già aderito”.

Quinto Protti: “Parliamo di cifre tutto sommato modeste. Stiamo trovando già adesioni anche perché c’è una persona che crede nella Rimini Calcio e crede in un sistema città importante. Secondo me tutti noi nel nostro piccolo possiamo dare il nostro contributo. Io ci sto e sto cercando di sensibilizzare tutti gli imprenditori che conosco. Vogliamo costruire un management che gestisca la società con professionalità”.

Tiziano Fabbri traccia un bilancio di questi primi due anni: “Questi due anni non sono andati come avevamo programmato, ma meglio perché nei nostri progetti c’era di salire in C l’anno prossimo. Poi abbiamo cercato di fare questo piccolo sforzo per vincere il campionato subito, grazie anche a Giorgio Grassi che ci ha messo ulteriormente del suo. Abbiamo bruciato tutte le tappe che ci eravamo prefissati, già dall’anno scorso quando a gennaio abbiamo cambiato passo. Per quel che riguarda il lavoro dico la verità: non finisce mai. Il lavoro di chi come me sta dietro le quinte non finisce mai, non c’è mai un giorno di pausa. Non credo abbiamo avuto una settimana in cui abbiamo detto: oggi non si pensa al calcio. Già da un mese si sta pensando a come costruire il futuro. Non esistono tempi morti”.

Come stanno andando i primi colloqui con gli imprenditori? “Con gli imprenditori è molto difficile perché se non c’è un po’ di passione vedono il calcio come un giochino. Per coinvolgere la gente ci vuole tempo, pazienza, occorre spiegare bene le cose e farli innamorare di qualcosa diverso dal loro mondo normale. È un problema di cultura, ma dobbiamo anche far capire che se la squadra milita in A, B o C è un vantaggio per tutti. Ci sono città vicino a noi che lavorano con il nuoto, altri con il mondo della bike. Quello di oggi è un punto di partenza. A parole molti sono interessati, bisogna vedere poi quando si va a stringere perché quando si mette mano al portafogli molti si tirano indietro. L’obiettivo è arrivare almeno a 30-40 imprenditori”.

La conferenza stampa integrale sarà trasmessa su Icaro TV (canale 91) questa sera (giovedì) alle 23:00.

Roberto Bonfantini

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