martedì 22 gennaio 2019
In foto: Il comandante Califano insieme al comandante della stazione di Misano
di Simona Mulazzani   
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ven 27 apr 2018 13:27 ~ ultimo agg. 28 apr 11:19
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Per lo spaccio usavano connazionali che arrivavano in Italia con un visto turistico anche solo per poche settimane. Quando poi si accorgevano che erano stati compromessi per qualche passo falso li facevano tornare in patria. Una fitta rete di spacciatori è stata fermata dai carabinieri della stazione di Misano, sotto il comando di Riccione.

A capo del gruppo, ben radicato soprattutto nella zona sud della provincia, e a Gabicce, tre albanesi, un uomo, di 48 anni, e una donna di 28, conviventi che risiedevano a Gradara e un secondo uomo, di  30, tutti e tre con precedenti. Attorno a loro un giro di almeno una trentina di assuntori, che chiedevano soprattutto cocaina. Avevano creato un vero call center dello spaccio, con telefonate che i tre gestivano anche quando erano in Albania, scambi di conversazioni in codice per non essere scoperti, e un gruppo di “galoppini” dello spaccio, sempre pronto ad essere cambiato con nuove leve, in caso qualcosa andasse storto. Il gruppo aveva anche a disposizione alcuni appartamenti dove far alloggiare gli spacciatori “mordi e fuggi”. I tre sono stati fermati lunedì perché c’era il pericolo fondato che fuggissero all’estero. Potrebbero essere solo la punta dell’iceberg, ecco perché le indagini stanno proseguendo ad ampio raggio. Nel corso dell’operazione, iniziata lo scorso giugno, dopo aver notato strani movimenti al confine tra Misano e Cattolica, sono state arrestate anche altre quattro persone, in flagranza di reato, mentre cedevano droga.

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