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Povertà: i numeri della Caritas

povertàRimini

11 aprile 2018, 07:29

Il rapporto dell’osservatorio delle povertà e delle risorse presentato da Caritas lo scorso sabato 7 aprile è un’occasione per comprendere come la povertà sia cambiata, sul nostro territorio, nel corso degli ultimi anni.

In questi ultimi quarant’anni, la popolazione è cresciuta di quasi 150 mila persone, arrivando a sfiorare le 350 mila unità, con una pressione migratoria passata dallo 0,8% all’11%. Nello stesso periodo, soprattutto negli ultimi anni, le politiche di welfare sono passate dall’essere semplicemente assistenzialistiche, a vere e proprie politiche integrate di sistema.

Sono tre le strutture che la Caritas mette a confronto: la Caritas diocesana, l’opera di Sant’Antonio e la Capanna di Betlemme.

Mettendo a confronto i dati delle tre strutture si constata che la povertà estrema sul nostro territorio è diminuita o, per lo meno, sono diminuite le persone che hanno fatto accesso ai tre enti.

  • Nel 2017 la Caritas diocesana ha incontrato 1.747 persone (nel 2004 erano 2.403)
  • la Mensa dell’Opera Sant’Antonio 1.664 (nel 2007 erano 1.708)
  • la Capanna di Betlemme 659 (nel 2014 erano 986).

In tutte e tre le realtà la maggiore presenza è maschile ed è andata affievolendosi quella femminile:

  • nel 2017 la Mensa, che nel 2004 aveva il 42,8% di donne, ne ha contate il 33%;
  • la Caritas è passata dal 44,3% nel 2004 al 29% nel 2017;
  • la Capanna nel 2008 contava l’11,8% di donne; nel 2017 sono il 9,8%.

Un dato che viene spesso ribadito è l’aumento, a partire dal 2012, dei cittadini italiani, passati da una media del 20% a una di quasi il 30%. Prevalentemente uomini con età superiore ai 45 anni. Il calo delle persone incontrate fa riferimento alla diminuzione degli immigrati, in particolare a partire dal 2014.

In tutte e tre le strutture è molto forte la presenza dei rumeni (attorno al 12,5%), con però una discesa netta nel 2017. In passato i rumeni erano spesso impegnati nei settori quali: edilizia, turismo, agricoltura e assistenza anziani. Alcuni di questi ambiti hanno subìto molto gli effetti della crisi, in contemporanea in Romania si sono aperte nuove aziende a seguito del basso costo della manodopera è quindi presumibile che diversi rumeni siano rientrati in patria.

 

Nel 2017 sono 5.238 le persone che si sono rivolte ai Centri Caritas, in forte diminuzione rispetto al 2014 (7.455), soprattutto perché sono calati drasticamente gli immigrati. Se si contano i familiari conviventi si tratta comunque di quasi 15 mila persone, pari al 4% degli abitanti della diocesi.
Le cause della diminuzione possono essere tre:

  • aver trovato un impiego ed essere rientrati nel mondo del lavoro (dato il calo della disoccupazione);
  • essersi spostati altrove (sia italiani che immigrati possono aver scelto di cambiare città);
  • alcune persone/famiglie non si sono più presentate nel momento in cui è stato loro richiesto l’Isee e lo stato di famiglia.

Il 63% delle persone che si sono rivolte alle Caritas nel 2017, si erano già presentate in passato agli sportelli dei CdA.

Sono 1.876 gli italiani che nel 2017 si sono rivolti ai CdA Caritas. Se si considera il valore percentuale si passa dal 19% del 2002 al 36% del 2017. Inizialmente erano prevalentemente uomini intorno ai 40 anni, a partire dal 2011 è aumentata la presenza femminile (ora sono il 43,8%) ed entrambi i generi appartengono a una fascia d’età più matura. Gli uomini sono prevalentemente celibi e soli, mentre le donne sono coniugate o nubili e vivono in famiglia. La percentuale tra separati e divorziati è identica per entrambi i sessi (27%), segno che il fallimento della vita coniugale incide sia sugli uomini che sulle donne. Gli italiani senza dimora sono 520 pari al 27,6% del totale degli italiani.
I l 65% degli italiani che si sono rivolti alle Caritas sono residenti nella provincia di Rimini. Se ad essi si aggiungono i familiari si arriva a circa 2.600 individui, tra questi 631 sono figli minori conviventi.

A partire dal 2014 è scesa la presenza degli immigrati ai CdA Caritas, il calo più elevato si è registrato nel 2017 con 3.310 persone (pari al 63,2%), mentre il numero più alto fu nel 2011 con 5.295 immigrati. Tra gli immigrati prevalgono famiglie con figli minori e giovani profughi. Netta diminuzione dei Paesi europei (sono il 47%) ed una crescita di oltre 5 punti percentuali dei Paesi africani (che sono arrivati al 46%) (in gran parte marocchini, tunisini, senegalesi, ma anche del Mali, del Ghana, della Somalia, della Nigeria). Sono 88 le nazionalità incontrate nel 2017.

Diminuiscono le persone, ma aumentano gli interventi perché le situazioni sono sempre più difficili.

  • In media ogni persona ha effettuato 8 colloqui annui per un totale di 42.589 ascolti.
  • Se si considera i pasti erogati da Caritas diocesana, Interparrocchiale di Riccione e parrocchiale di Cattolica, ciascuna persona ha mangiato in media 52 pasti all’anno (131.821 pasti).
  • Ogni famiglia ha ricevuto in media 8 pacchi viveri in un anno (16.379 pacchi a 2.115 famiglie).
  • Le famiglie che hanno ricevuto pacchi viveri a domicilio sono state visitate una media di 15 giorni all’anno (1.331 pacchi a 84 famiglie).
  • In media i senza dimora hanno fatto 12 docce in un anno, da considerare che chi viene ospitato nel dormitorio può fare la doccia ogni giorno, ma queste non vengono conteggiate (11.397 docce a 891 persone).
  • I senza dimora che hanno chiesto di essere accolti per dormire, sono stati ospitati mediamente 19 notti in un anno e quelli accolti in seconda accoglienza 165 notti (9.806 notti per 408 persone).
  • In media chi si è rivolto alla distribuzione degli abiti ne ha ricevuti 4 volte all’anno (9.713 distribuzioni).
  • 68 famiglie hanno in media ricevuto due interventi per l’aiuto scolastico in un anno.
  • Le famiglie che hanno avuto bisogno di un sostegno per i figli appena nati, hanno usufruito di una media di 5 interventi annui (117 famiglie).
  • Le persone/famiglie che si sono trovate in difficoltà al punto da dover chiedere un contributo economico alla Caritas hanno ricevuto in media 113 euro (per un totale di 193.964 euro).

Il rapporto completo

Redazione RiminiSocial 2.0

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