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Centro di prima accoglienza. L’appello del mondo cattolico

povertàattualitàRiccione

12 aprile 2018, 14:43

A Riccione serve un luogo di prima accoglienza per le persone in difficoltà, l’aiuto a chi è in difficoltà non è completo. Una sollecitazione arrivata a gran voce all’incontro promosso dalla parrocchia di San Martino per parlare di povertà. A lanciare l’appello al comune, rappresentato dal vicesindaco Laura Galli, le Caritas, cittadina e parrocchiali, la comunità Papa Giovanni XXIII. “A Riccione abbiamo bisogno di un luogo dove accogliere persone in difficoltà, che si ritrovano a dormire per strada senza sapere dove andare e ce ne sono diverse” ha detto don Antonio Moro, il parroco di San Martino. La Galli ha assicurato che c’è nel bilancio una riserva economica con cui il comune potrebbe fare la sua parte:  “Una necessità alla quale vogliamo dare risposte concrete, come già evidenziato nelle linee di mandato di questa Amministrazione, mettendo a disposizione risorse per progetti condivisi“.

L’assessore ha anche ricordato i numeri in crescita di chi si rivolge agli sportelli dei servizi sociali. .

Famiglie con minori ma anche coppie con figli grandi ancora a carico senza un reddito fisso su cui contare. E’ questo il volto della povertà a Riccione. Seicento le richieste di aiuto rivolte nel 2017 allo Sportello Sociale del Comune. Un esercito diviso tra Famiglie con figli piccoli (200), nuclei senza minori (320) e anziani(80). In primo piano la richiesta di un posto di lavoro, poi di contributi economici e infine di una casa. Tra i nuovi poveri soprattutto italiani, anche proprietari di una casa, che avendo perso il lavoro non riescono a pagare le bollette o a fare la spesa quotidiana. Poi richieste da parte di persone di nazionalità rumena, albanese, marocchina, senegalese e tunisina”. 

L’Amministrazione comunale ha messo a bilancio più di 300mila euro, in gran parte destinati al pagamento di affitti per nuclei in difficoltà (120mila euro), al saldo delle bollette (50mila) e all’integrazione delle rette della Casa di riposo per i nostri anziani (70mila) poi aiuti per utenze, contributi per funerali e acquisto di generi alimentari o materiale scolastico .Gli aiuti sono vincolati alla presenza dei requisiti stabiliti dalle norme.

Altro progetto che sembra invece in dirittura d’arrivo quello dell’emporio solidale. La sede è già stata trovata, sarà la struttura sequestrata alla Tucker nella zona artigianale, e questa mattina in giunta è arrivata la delibera per l’inserimento del comune al protocollo provinciale e regionale degli empori.

“Un luogo di solidarietà concreta – ha spiegato Laura Galli – finalizzato alla raccolta delle eccedenze del mercato alimentare e della produzione agricola. Chi verrà a fare la spesa lì sarà accolto ed accompagnato al fine di capirne le necessità per individuare un percorso di aiuto a 360 gradi e quindi anche lì un’uscita dall’emergenza e non una semplice assistenza. Ai generosi volontari chiediamo soprattutto il coinvolgimento del Capitale umano, preziosa risorsa, per uno sguardo umano sulle difficoltà”.

Simona Mulazzani

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