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Bolkestein: niente gare per spiagge. Dionigi Palazzi: bene stop a Ddl Arlotti-Pizzolante

Pil turistico pro capite, la provincia di Rimini seconda in Italia

la spiaggia

[fvplayer src=”https://www.youtube.com/watch?v=c0RcjCEeHWM&feature=youtu.be” splash=”https://i.ytimg.com/vi/c0RcjCEeHWM/sddefault.jpg” caption=”Bolkestein: niente gare per spiagge. Intervista all’assessore Dionigi Palazzi”]

In virtù della concessione, i concessionari demaniali possiedono suolo e strutture, quindi la concessione è un bene, non è un servizio“. Tradotto: le spiagge non sarebbero soggette alle evidenze pubbliche. A dirlo Frederik Bolkestein, il padre della direttiva che da anni sta creando incertezze nelle 30mila imprese balneari italiane. Parole proferite mercoledì a Roma nell’incontro organizzato alla Camera dei Deputati dall’Associazione Donnedamare e accolte con entusiasmo dagli operatori balneari. Presenti all’incontro molti esponenti del centro destra e anche l’assessore al demanio del comune di Riccione Andrea Dionigi Palazzi: “è un passo importantissimo – commenta alla trasmissione di Icaro Tempo Reale – non si vuole dire No alla Bolkestein ma alla sua cattiva interpretazione. Credo che il problema non sia europeo ma italiano e bene abbiamo fatto (ndr come centro destra) ad opporci in ogni modo al decreto Pizzolante – Arlotti che certificava le aste.” Ora, secondo l’assessore riccionese, rimettere mano alla questione, alla luce delle dichiarazioni di Bolkestein, sarà una delle priorità del nuovo Governo. “Le considerazioni espresse da Bolkestein – dice l’assessore al turismo dell’Emilia Romagna Andrea Corsinisono assolutamente importanti e autorevoli ma le Istituzioni si esprimono per atti formali. Quindi la cosa giusta ora sarebbe una indicazione espressa e formale da parte della Commissione Europea”.

Scettico il presidente di Oasi Confartigianato Giorgio Mussoni che ricorda come Bolkestein sia ormai un ex commissario e che la Corte Europea si è già espressa chiaramente (ed in modo opposto) sul tema. La priorità dovrebbe quindi essere quella di evitare all’Italia una nuova infrazione.

Ha le idee chiare invece Cna Balneatori secondo cui le parole di Bolkestein fanno chiarezza “a dimostrazione – scrive la portavoce riminese Natascia Casali  che la categoria ha subito vessazioni e intimidazioni senza fondamento. Esattamente quanto per anni ha sostenuto la CNA spesso in pressoché totale solitudine. Un pericoloso equivoco al quale è arrivato il momento di mettere fine lasciando gli imprenditori liberi di investire e di svolgere serenamente il proprio lavoro, creando occupazione e ricchezza diffusa. Ed è questo che chiederemo al prossimo governo appena si sarà insediato”.

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