domenica 19 maggio 2019
In foto: Il gazebo della polizia di Stato
di Lucia Renati   
lettura: 2 minuti
ven 23 mar 2018 18:19 ~ ultimo agg. 24 mar 11:39
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Secondo i dati pubblicati oggi dall’Istat, sono 167 mila le donne che hanno subito una forma di ricatto sessuale negli ultimi tre anni per essere assunte, per mantenere il posto di lavoro o per ottenere progressione di carriera.  La Questura di Rimini ha presentato alcuni dati della sua attività di contrasto e prevenzione al fenomeno della violenza di genere. Nel 2018 sono già state chieste 12 istanze di ammonimento. (Sono state 37 in tutto il 2017).

Quello che è successo a Gessica Notaro, a Rimini, nel gennaio dell’anno scorso, è stato uno dei casi più scioccanti di violenza sulle donne che si sono verificati in Italia. Da allora, la guardia è rimasta alta, e i casi denunciati alla polizia di Stato sono stati valutati con l’attenzione dovuta. Nel 2017 alla questura di Rimini, sono state presentate 37 istanze di ammonimento: 11 sono state concesse, 15 rigettate per mancanza dei presupposti, e 11 archiviate. Nei primi tre mesi del 2018 sono già state presentate 12 istanze di ammonimento: 4 adottate, 5 archiviate o rigettate, mentre 3 sono in fase di istruttoria/valutazione. Gli ammonimenti riguardano in maggior parte uomini di tra i 30 e i 55 anni con differente grado di scolarizzazione e categoria sociale e professionale. Lo stalker è normalmente un ex fidanzato: esordisce sempre con sms e telefonate e pedinamenti virtuali su social e chat che poi diventano reali. Il passo successivo è rappresentato da minacce e poi da atti violenti. La Questura di Rimini sta progettando l’allestimento di una sala di ascolto protetto per donne e minori vittime di violenza. Nel corso del 2017 la Questura di Rimini ha denunciato 43 episodi di maltrattamenti in famiglia e 35 di atti persecutori. Con la campagna “Questo non è amore” la Polizia di Stato crea un contatto diretto con le vittime ed un’equipe di operatori specializzati composta da personale della Divisione Polizia Anticrimine, Squadra mobile e del Medico della Polizia di Stato, nelle piazze e nei luoghi più frequentati delle città. A Rimini sono il parco Fellini, piazza Tre Martiri, Arco d’Augusto, Piazza Ganganelli a Santarcangelo, centro di Riccione, con il prezioso contributo del personale dei locali centri antiviolenza.
Finora sono state migliaia le persone che hanno chiesto informazioni oltre ad aver permesso di istruire procedimenti. Altro progetto attuato dalla Questura di Rimini è il protocollo “EVA”: una procedura che codifica le modalità d’intervento nei casi di lite in famiglia e consente di inserire nella banca dati delle forze di polizia una serie di informazioni utili a ricostruire tutti gli episodi di violenza domestica che hanno coinvolto un nucleo famigliare.

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di Redazione
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