domenica 20 gennaio 2019
di Andrea Polazzi   
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mer 14 mar 2018 11:58 ~ ultimo agg. 16:51
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Poteva arrivare addirittura al 10% l’aumento della Tari per il 2018 ha spiegato ieri l’assessore Brasini in commissione rimarcando come ad evitare l’impennata sia stato il recupero dell’evasione. Ma anche il più modesto incremento previsto del 2,9% non convince le imprese. Confcommercio parla di aumento spropositato che si aggiunge a tariffe già oltre i limiti sopportabili, mentre l’associazione albergatori evidenzia in modo particolare il peso sulle strutture stagionali. Il tutto a fronte di un servizio che, in alcune occasioni, non sarebbe ottimale. “Non mancano le lamentele” ammette la presidente dell’Aia Patrizia Rinaldis alla trasmissione di Icaro Tempo Reale. Proprio la categoria degli albergatori è stata presa come esempio negativo ieri dall’assessore che ha ricordato come l’insoluto ammonti ad oltre 2,6 milioni, il 29% di quanto dovuto dalla categoria. “Ci sono anche cifre importanti legate ai fallimenti” spiega la presidente. Per quanto riguarda l’insoluto la Rinaldis rivela che i primi a voler risolvere il problema sono proprio gli albergatori. E hanno anche le idee chiare su come si potrebbe fare. “Credo che le situazioni di insolvenza siano quasi sempre a carico di soggetti che cambiano partita Iva oppure prendono in gestione l’albergo e poi a fine stagione scappano – attacca – noi come associazione di strumenti non ne abbiamo ma credo che sia ora che chi può, nei casi più eclatanti, debba evitare di farli aprire. Si tratta di concorrenza sleale.

Tari. Rinaldis (Aia): insoluto spesso a carico dei 'soliti', serve linea dura

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