giovedì 24 gennaio 2019
di Redazione   
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lun 5 mar 2018 17:44 ~ ultimo agg. 18:42
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Comunità Papa Giovanni XXIII, Caritas Diocesana Rimini, Agesci, Movimento dei Focolari, Azione Cattolica, Cisl Romagna hanno promosso una veglia di preghiera dal titolo “Siria, percorrere la strada della pace”.

“Fratelli e sorelle, tutto questo è disumano. Non si può combattere il male con altro male. E la guerra è un male. Deve cessare subito la violenza, sia dato accesso agli aiuti umanitari – cibo e medicine – e siano evacuati i feriti e i malati. Preghiamo insieme Dio che questo avvenga immediatamente”.
Le parole pronunciate domenica 25 febbraio da Papa Francesco non sono cadute nel vuoto, a Rimini. E diverse associazioni laicali e movimenti della Diocesi di Rimini hanno preso sul serio l’invito del Pontefice a non volgersi dall’altra parte nei confronti della tragedia siriana, epicentro di una crisi umanitaria, bellica e culturale che coinvolge ormai altri due continenti.

La veglia si terrà martedì 6 marzo, alle ore 18, presso la parrocchia di Sant’Andrea dell’Ausa, via del Crocifisso 17, a Rimini, conosciuta come parrocchia del Crocifisso.

Alla veglia interverranno Gennaro Guidetti di Operazione Colomba (APGXXIII) e Abu Rabia, rifugiato siriano.

Guidetti, 28 anni da compiere, è diventato un volto noto in rete e in tv per la sua denuncia in merito al comportamento della Libia nei confronti dei migranti in mare. Il 6 novembre scorso ha assistito, a 30 miglia dalle coste libiche, alla tragica morte di almeno 50 persone in un naufragio, tra cui un bambino di due anni annegato davanti agli occhi della madre, recuperato dallo stesso Giudetti.
Oltre ad operare come volontario nella ong Sea-watch, Giudetti è mediatore culturale nelle operazioni di salvataggio e ha lavorato nei centri di prima accoglienza dei migranti in Calabria. Ha svolto un’esperienza di servizio civile internazionale in Albania e, sempre come volontario, è stato in Kenya nelle baraccopoli, dove ha lavorato con Operazione Colomba, il corpo civile di pace in zone di conflitto. Ha inoltre operato in Colombia, Palestina e Libano, dal quale è tornato in Italia, a Trento, con i corridoi umanitari accompagnando i profughi siriani nei loro primi mesi dall’arrivo in Italia.

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