domenica 20 gennaio 2019
di Maurizio Ceccarini   
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gio 15 mar 2018 13:20 ~ ultimo agg. 16 mar 13:04
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Si è spento ieri (mercoledì) a causa di una grave malattia Luigi Vignali, storica figura della pallamano riminese. Il funerale ci sarà Sabato alle 10 a San Gaudenzo. Aveva 67 anni. Nei primi anni ’70 era stato uno dei pionieri della pallamano riminese dai tempi delle partite ai salesiani ed era stato il portiere dell’HC Rimini, la squadra che con La Rapida diede vita ai derby in serie A che riempivano il palasport Flaminio negli anni d’oro della pallamano riminese. Terminata la carriera agonistica è stato anche arbitro fino alla serie A, commissario di campo nazionale e allenatore.

E’ stato anche insegnante di educazione fisica alle scuole medie di Viserba, dove tutti lo ricordano per la sua competenza ma anche per le sue doti umane nel trasmettere ai ragazzi la passione per lo sport. Ha diretto anche la palestra Olimpia di Rimini.

Tony Pasolini, per anni avversario (poi anche un anno insieme con la fusione), lo ricorda con affetto. “Ai primi tempi della pallamano a Rimini andava a fare le righe a mano e ad attaccare i manifesti”.

Si è spento Luigi Vignali, pallamano riminese in lutto

foto di Maurizio Tassinari

Anche l’assessore allo sport Gian Luca Brasini, sulla sua pagina facebook, ricorda Vignali: “Ieri ci ha lasciato un grande amico, uno sportivo a tutto tondo e soprattutto una persona con una carica umana straordinaria. Gigi Vignali. Tutti noi ex giocatori lo ricordiamo per quella sua forza leggera che, letto così, può anche sembrare un ossimoro ma che ben descrive quel suo modo di affrontare la vita e le sue sfide. Gigi ne ha affrontate tante di sfide: da giocatore ad arbitro e poi delegato della Federazione Pallamano, passando per i sui trascorsi di allenatore, professore e imprenditore.
In tutto quello che faceva però c’era un sapore speciale: un senso dell’umorismo e una leggerezza che a volte noi riminesi sappiamo trasmettere e che era davvero contagiosa.
Voglio pensare che tutto il travaglio legato alla tua malattia, di cui in pochi erano al corrente, lo hai voluto esorcizzare con la forza e con la leggerezza del tuo spirito unico. Ed è così che sei volato via. Leggero.
Ciao Gigi”

 

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