giovedì 27 giugno 2019
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di Simona Mulazzani   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 28 mar 2018 11:20
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Ventuno multe per eccesso di velocità in poco meno di due anni, fino all’estate 2017 quando l’ultimo degli autisti in servizio in Regione è andato in pensione. Solo quattro pagate, una ancora in via di accertamento e ben 16 annullate o archiviate. A tirare fuori il caso che riguarda il presidente della Regione Bonaccini e alcuni degli assessori della Giunta Regionale è Silvia Piccinini, capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle.

Per fare annullare le multe – spiega la consigliera – , nella stragrande maggioranza dei casi, a Bonaccini e ai suoi assessori, è bastato scrivere al Prefetto di zona chiedendo un colpo di spugna sulle multe registrate da velox, tutor e telecamere di accesso a zone a traffico limitato e annotando la semplice giustificazione “impegni istituzionali”.

Nessuno cittadino si vedrà mai annullare una multa per eccesso di velocità perché in ritardo con un altro impegno o magari perché rischiava di perdere un treno o un aereo” spiega la Piccinini che presenterà un’interrogazione e un ulteriore accesso agli atti per chiarire ulteriori aspetti della vicenda.

Fa riferimento poi ad alcuni casi specifici. Uno riguarda l’assessore riminese Emma Petitti: “che a marzo del 2016 veniva immortalata in autostrada dal sistema tutor a sfrecciare in auto blu a 159km/h di media, in cui la giustificazione dell’impegno istituzionale non è bastata al Prefetto di Modena per annullare la sua multa, che infatti venne confermata. Peccato che però si trattasse della terza multa presa nel giro di pochi minuti in autostrada e che le altre due, con la medesima giustificazione, siano state tranquillamente annullate”.

Per quello che rigurada Bonaccini: “il 7 ottobre del 2016 prende una multa da un velox su una strada provinciale a Ferrara. Come da prassi chiede l’annullamento per motivi istituzionali, il Prefetto gli chiede di specificare meglio e lui si giustifica dicendo che andava di fretta perché doveva tornare a casa in tempo utile per poter predisporre il lavoro del giorno successivo. Multa cancellata. Oppure quello del 9 settembre dello stesso anno quando, sempre l’auto blu su cui viaggia Bonaccini di ritorno da Genova, viene beccata a sfrecciare in autostrada a 171 km/h di media e il presidente spiega che siccome era mezzanotte la strada era libera e quindi senza particolari pericoli, il che giustificava l’eccesso di velocità. Anche in questo caso la multa non viene pagata. Tutte giustificazioni che per i normali cittadini di certo non bastano per chiedere l’annullamento di qualsiasi sanzione. Ecco perché – conclude Silvia Piccinini – chiediamo che su questa vicenda la Giunta chiarisca al più presto. A noi questo sembra l’ennesimo privilegio di Bonaccini e dei suoi assessori”.

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