14 novembre 2018

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Piazza Kennedy, per l’estate 2019 la piazza sul mare. Risposta anche a rischio allagamenti

in foto: foto di gruppo sul cantiere

Già prima di Pasqua riaprirà il marciapiede per pedoni e ciclisti, entro maggio sarà garantito l’accesso in spiaggia, tra agosto e settembre saranno invece completate le vasche di laminazione e infine entro il 2019 arriverà anche la Piazza sul Mare, primo pilastro del Parco del Mare. Questo il cronoprogramma sui lavori di Piazzale Kennedy (ormai al 63% di lavori completati), confermato in mattinata in una conferenza stampa (svoltasi sul cantiere) congiunta tra Hera e il Comune di Rimini. Dei 154 milioni complessivi per la realizzazione del Piano di Salvaguardia della Balneazione, ben 34 milioni riguardano proprio piazzale Kennedy. Un Piano, segnalato anche dall’ONU come una delle opere principali di salvaguardia del mare, che darà però anche una risposta al rischio allagamenti grazie ad alcuni accorgimenti aggiunti in corso d’opera. “Nel caso di eventi piovosi particolarmente intensi – spiega il direttore generale operations del gruppo Hera Roberto Barilliche solitamente avvengono ogni dieci anni (ndr. le cosiddette bombe d’acqua) quando verrà evacuata acqua in mare ma sarà quella al netto di quella di prima pioggia trattenuta dalle nuove vasche (40mila metri cubi) e senza influire sulla balneabilità del mare.

Psbo. Lavori in piazza Kennedy, risposta anche a rischio allagamenti

    Come ricordato dal sindaco Andrea Gnassi durante la conferenza stampa, piazzale Kennedy rappresenta anche un pilastro del “sopra”, vale a dire del Parco del Mare. “Non si parla più di ‘se’ – spiega – siamo partiti. Il prossimo autunno partiranno i lavori nella parte nord: ci sono 18 milioni (ndr. arrivati dal bando periferie) e c’è un accordo con gli operatori. Ci sono poi 3,5 milioni per il tratto Spadazzi a Miramare e per quello Fellini Kennedy. A questi si aggiungono 8,7 milioni arrivati dal Cipe sempre per i lungomari. In sostanza 154 milioni per le fogne e 40 milioni per il ‘sopra’.Ora tocca ai privati muoversi. “Raccolgo l’appello del presidente di Confindustria Maggioli – prosegue Gnassi – e dico che ora dobbiamo raccogliere gli investimenti dei privati ma anche il sostegno del sistema del credito che deve sostenere chi vuole investire.

    Parco del Mare. Gnassi: siamo partiti, ora tocca a privati e credito


      Il comunicato stampa diffuso dal Comune di Rimini

      Procedono senza sosta i lavori del Piano di Salvaguardia della Balneazione, una delle principali opere idrauliche degli ultimi anni in Italia, messa in campo da Comune di Rimini, Gruppo Hera e Romagna Acque, per un valore complessivo di 154 milioni di euro.

      A pieno regime, in particolare, il cantiere di Piazzale Kennedy, cuore del PSBO e tra i più importanti sia per impatto che complessità.

      Avviato nel 2016 e segnalato dall’ONU come una delle opere principali nella salvaguardia degli ambienti marini, il cantiere vede ad oggi completati oltre il 63% dei lavori e si appresta alla fase conclusiva, la più spettacolare e che riconsegnerà alla città un’area completamente riqualificata: un nuovo presidio idraulico sotto il manto stradale, un belvedere sopra.

      In particolare, i lavori stanno procedendo su due versanti: da un lato proseguono gli scavi per la realizzazione delle due vasche di accumulo (per un volume complessivo di 39.000 metri cubi), dall’altro è stata avviata la posa delle condotte sottomarine.

      Le caratteristiche e i tempi dell’opera

      L’intervento di Piazzale Kennedy è l’opera simbolo e in assoluto la più rilevante del PSBO sia per complessità realizzativa, data anche l’ubicazione, sia per valore di riqualificazione architettonica e ingegneristica. L’impianto di accumulo di Piazzale Kennedy è costituito da una prima vasca di 14.000 metri cubi di volume che raccoglierà le acque di prima pioggia, da una seconda vasca di 25.000 metri cubi che avrà la funzione di vasca di laminazione (con lo scopo, cioè, di limitare, attraverso un processo di laminazione della piena, le portate bianche che saranno eventualmente convogliate a mare), e da un impianto di sollevamento con una capacità di pompaggio di 18.000 litri al secondo.

      Il primo lotto di interventi, con la vasca di prima pioggia, sarà operativa già dalla prossima estate, mentre i lavori sulla vasca di laminazione continueranno anche nei prossimi mesi per renderla pienamente operativa entro l’estate 2019. La piazza invece tornerà ad essere fruibile già quest’autunno.

      Oltre alla realizzazione dei nuovi volumi di accumulo e dei relativi impianti di sollevamento, sarà riservata particolare attenzione al contenimento degli odori. Il progetto, infatti, prevede un sistema basato sulla ventilazione forzata che convoglierà l’aria aspirata dalle vasche (sia quella di prima pioggia, sia quella di laminazione) ad un sistema di trattamento che utilizza una specifica tecnologia con carboni attivi.

      Un progetto di grande rilevanza non solo dal punto di vista impiantistico

      Quello di Piazzale Kennedy è un progetto di grande rilevanza non solo dal punto di vista impiantistico, in grado di coniugare un’opera idraulica imponente con gli indirizzi urbanistici e di riqualificazione che la città di Rimini ha intrapreso.

      Sopra la grande vasca, infatti, sarà realizzato un belvedere, un progetto architettonico – paesaggistico che ha lo scopo di mitigare l’impatto dei volumi necessari alla realizzazione dell’impianto e nello stesso tempo contribuisce alla riqualificazione dell’intero Piazzale Kennedy, diventando uno stralcio del nuovo Parco del Mare.

      In particolare, il progetto architettonico prevede un involucro che parte dolcemente dal parco e sale fino ad un massimo di circa 7 metri di altezza rispetto alle quote dell’attuale piazza ed avvolge gli elementi tecnologici coprendoli con una passeggiata che culmina in due zone di belvedere sul mare, ad altezza differente.

      Al centro dello spazio costruito si crea una piazza rialzata di circa un metro, all’interno della quale si collocano giochi d’acqua, fruibili ed attraversabili, e sedute, che danno la possibilità di sfruttare quest’area centrale anche come spazio di sosta o per eventi.

      La nuova area verde mette al centro i concetti di “fruibilità” e “accessibilità”: rampe di collegamento con pendenze inferiori all’8% raccordano i vari dislivelli, rendendo le zone percorribili anche da disabili.

      La salvaguardia idraulica

      Inoltre, occorre evidenziare l’importanza del progetto dal punto di vista della salvaguardia idraulica. Infatti grazie ai lavori messi in campo sarà possibile dare una risposta decisiva alle criticità idrauliche e prevenire i fenomeni di allagamento che si sono verificati in passato a causa di eventi atmosferici eccezionali.

      Andrea Polazzi

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