sabato 25 maggio 2019
di Simona Mulazzani   
lettura: 2 minuti
mar 13 mar 2018 12:43 ~ ultimo agg. 12:44
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Che coscienza avete? È da questo interrogativo che vuole partire la riflessione di domani mercoledì 14 marzo per instaurare un dialogo intergenerazionale tra professori e studenti sul tema della possibilità di un uso etico dei social network. L’appuntamento dal titolo “WHAT’S UP? I giovani e la rivoluzione digitale” è in programma dalle 17 alle 19 nell’Aula 9 del Complesso Alberti 2.7 del Campus di Rimini, in via Quintino Sella 13.

Interverranno il prof. Andrea Canevaro, docente di pedagogia speciale all’Università degli studi di Bologna e il prof. Guido Mocellin, editorialista di Avvenire e de Il Regno e docente di giornalismo religioso all’Università Cattolica di Milano. Modera Renato Laurita, docente di informatica e pubblicista.

La conferenza, pubblica e gratuita, è promossa dall’associazione Free Exit in occasione della Pasqua Universitaria 2018 con il contributo e il patrocinio dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna e il patrocinio di UniRimini.

A seguire, alle 19, la messa in cappella universitaria, presieduta dal Vescovo di Rimini Monsignor Francesco Lambiasi.

La presentazione dell’incontro

È molto diffusa la volontà di esprimere opinioni su argomenti etici o di attualità sui social, basando sul consenso ricevuto la propria credibilità e autorevolezza sul tema. A questa manifestazione di intenti spesso però non seguono azioni coerenti, si rimane in una dimensione virtuale in cui difendere il proprio pensiero con tutti i mezzi possibili diventa più importante di fare qualcosa di reale per cambiare ciò che non va o sostenere attivamente una causa. Questa tendenza esasperata ai massimi livelli sfocia nel fenomeno attualissimo degli “hater” (coloro che odiano), personaggi che, utilizzando un linguaggio di odio e forte critica, passano molto del loro tempo sui social network opponendosi a chiunque la pensi diversamente da loro, a chiunque abbia commesso un errore balzato agli onori di cronaca, o semplicemente a chiunque si presenti come diverso. Se non ci fossero i social, un giovane del 2018 come si comporterebbe davanti a cose che indignano? Come si attiverebbe? La privazione dei social aiuterebbe ad esprimersi meglio? A questi e altri interrogativi cercherà di rispondere l’incontro, chiedendosi come mai il fenomeno degli “hater” si stia diffondendo così a macchia d’olio, da dove nasce e chi c’è dietro. Ma interrogandosi anche se l’utilizzo dei social network a fini etici possa essere l’espressione di una parte di sé difficile da mostrare nel mondo reale o possa anche diventare uno strumento in più per lanciare il proprio messaggio.

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