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Il mercato non si sposta. Il ‘no’ del comune alle istanze di Renzi e Rufo Spina

PoliticaRimini

23 marzo 2018, 12:03

in foto: i banchi nella zona del Mercato Coperto

Il mercato non si sposta. Sadegholvaad risponde a Renzi e Rufo Spina

    Nessun nuovo trasloco per il mercato ambulante. Non lasciano dubbi le parole dell’assessore Jamil Sadegholvaad che ieri sera in consiglio comunale ha risposto ad una doppia interrogazione proposta dai consiglieri Carlo Rufo Spina di Forza Italia e Gioenzo Renzi di Fratelli d’Italia. Entrambi, tra le altre cose, chiedevano di prendere in considerazione uno spostamento dei banchi nell’area Settebello anche alla luce delle trattative in corso tra comune ed Rfi sull’area della stazione. I motivi del nuovo trasloco? Con l’attuale dislocazione, secondo Renzi, vengono meno 3 parcheggi importanti come Gramsci, Santa Rita e Padane, ci sono poi disagi al traffico e difficoltà di accesso al centro anche per gli studenti, oltre a numerosi ambulanti in difficoltà. Problemi anche per i residenti, ha evidenziato Rufo Spina ricordando le 500 firme raccolte dal comitato di residenti e commercianti del centro, con passi carrai occupati e sveglie all’alba. Senza dimenticare i disagi di alcuni negozianti.

    E’ vero che ci sono ambulanti in difficoltà nella zona Padane e Gramsci (non tutti, però) – ha premesso l’assessore Sadegholvaad – ma ce n’erano anche con la vecchia collocazione.” Per quanto riguarda le attività commerciali “sono molti i negozi che hanno tratto benefici dallo spostamento del mercato” ha detto. Sulla situazione dei passi carrai “ora sono 13 i passi carrai occupati per due giorni alla settimana, 8 in più rispetto ai 5 della vecchia collocazione.
    Sadegholvaad esclude poi che ci siano difficoltà di accesso alle scuole e sui parcheggi ricorda che spostare i banchi al Settebello vorrebbe dire perdere 580 posti auto a fronte dei circa 400 che si recupererebbero liberando Santa Rita, Gramsci e Padane. Inoltre “il trasferimento in area Settebello del mercato ambulante – ricorda Sadegholvaad – era stato preso in considerazione ma i banchi non ci stavano, ne restavano fuori un centinaio sui 430 presenti (per un totale di 33.500 metri quadri di estensione). Per non parlare del fatto che l’area non è di proprietà del comune.” Quindi “non è intenzione dell’amministrazione comunale prendere in considerazione un nuovo spostamento del mercato ambulante”, ha affermato l’assessore.
    Dalla collega Roberta Frisoni alcuni chiarimenti sulla trattativa con Rfi per l’area stazione. “Il protocollo – ha detto – non prevede che tutte le aree che stanno dal Settebello fino a via Roma e via Dante diventino di proprietà del comune. Nel protocollo ci sono due macropilastri: ci saranno degli interventi che Rfi farà per migliorare l’accessibilità al nodo stazione e la permeabilità mare – monte e poi parallelamente c’è il ragionamento sulla valorizzazione di aree che non sono di proprietà del comune ma di soggetti facenti capo a ferrovie. Su queste stiamo ragionando, ad esempio, sulla collocazione della sede unica del comune. Ma i dettagli ancora non ci sono. L‘iter è lungo e prevede la sottoscrizione di un protocollo e poi di un accordo territoriale a cui dovranno far seguito gli accordi operativi.
    Insoddisfatti i consiglieri Renzi e Rufo Spina che hanno deciso di trasformare le interrogazioni in mozioni. Secondo Renzi sarebbe possibile trovare un accordo con il gestore dell’area Settebello mentre per il consigliere di Forza Italia “l’amministrazione continua a ritenere un non problema il disagio di 500 residenti.

    In consiglio è arrivato poi il via libera al nuovo regolamento sulla Tari (18 voti favorevoli, 6 contrari e 4
    astensioni) e all’aumento della tariffa
    (16 si e 10 no). Approvato un emendamento proposto dalla maggioranza: la fascia di riduzione per le attività ricettive e commerciali stagionali è estesa da 120 a 140 giorni, dato che la stagione inizierà dal primo di Aprile, ciò consentirà agli stagionali di rientrare nella fascia di massima riduzione tariffaria. Via libera anche all’emendamento del sindaco che modifica l’art. 5 del Regolamento specificando più precisamente quali siano i luoghi di culto non soggetti al
    tributo.


    La nota stampa del gruppo consigliare PD

    In Consiglio Comunale questa sera abbiamo approvato la modifica al regolamento per l’applicazione della tassa sui rifiuti Tari, con l’approvazione delle relative tariffe.

    Provvedimenti che ci spingono, in questo 2018, ad impegnarci su tre fronti. Il primo richiede il coinvolgimento diretto del Comune, che dovrà continuare l’attività di recupero dell’insoluto e dell’evaso. L’obiettivo per l’anno in corso è quello di continuare l’attività volta al contrasto e al recupero dell’evasione. Il secondo scopo che vogliamo centrare riguarda l’ambito parlamentare. Infatti il Comune di Rimini aveva già avanzato al Parlamento una proposta di legge molto chiara e pertinente: vietare il rilascio di titoli autorizzativi e concessione di nuove licenze commerciali a chi non è in regola con i tributi locali, oltre al divieto di partecipare ad appalti pubblici. Una soluzione, se attuata, in grado di stoppare le tante, troppe, astuzie di qualche personaggio che credendosi furbo danneggia l’intera collettività. Con l’attuale legislazione gli Enti locali hanno le mani legate in tal senso. Quindi chiederemo anche al Parlamento entrante di intervenire sulla questione, auspicando l’aiuto e il sostegno di Onorevoli e Senatori eletti nel nostro territorio. Il terzo fronte riguarda le associazioni di categoria, realtà importanti e competenti, che possono esercitare una funzione di controllo dei loro associati sensibilizzandoli riguardo ad una problematica così densa di significato. L’Aia, ad esempio, lo ha già fatto dimostrando passione, impegno e qualità d’azione. La speranza è che altre categorie sostengano il Comune, aiutando in questa maniera tutta la comunità riminese danneggiata nel proprio tessuto sociale ed economico.

    La maggioranza ha inoltre presentato un emendamento, poi approvato, al regolamento. Quest’anno la fascia di riduzione della Tari per le attività ricettive e commerciali stagionali è estesa da 120 a 140 giorni, dato che la stagione inizierà dal primo di Aprile, ciò consentirà agli stagionali di rientrare nella fascia di massima riduzione tariffaria.

    I dettagli nella nota diramata dal comune di Rimini

    Il tema della Tari 2018 è stato al centro dei lavori del Consiglio comunale che nella seduta di ieri sera ha prima discusso e poi approvato sia alcune modifiche al regolamento per l’applicazione della tassa sui rifiuti che le tariffe per l’anno 2018. Approvato anche, con solo 4 astensioni, l’emendamento proposto dal Sindaco che modifica l’art. 5 del Regolamento specificando più precisamente quali siano i luoghi di culto non soggetti al tributo. Si tratta – è ora specificato nel regolamento grazie all’approvazione dell’emendamento – “degli edifici in cui viene esercitato, in via esclusiva e pubblica, il culto della religione cattolica e dell e altre religioni per le quali esistano intese con lo Stato italiano o, in mancanza, precedenti riconoscimenti pubblici o l’esistenza di uno
    statuto che ne esprima i caratteri conformi ai principi fondamentali
    dell’ordinamento giuridico italiano. Parimenti non sono soggette al
    tributo le aule adibite esclusivamente ad attività di catechismo.”
    La modifiche al Regolamento per l’applicazione della tassa sui rifiuti
    (Tari) sono state approvate con 18 voti favorevoli, 6 contrari e 4
    astensioni, mentre l’approvazione delle tariffe per l’anno 2018 hanno registrato 16 si e 10 no.

    “Le modifiche al regolamento della Tari – ha spiegato l’assessore al
    Bilancio Gian Luca Brasini nella sua presentazione – introducono nuovi incentivi e agevolazioni per le utenze non domestiche. Nel nuovo regolamento – ha proseguito Brasini – infatti viene  riconosciuto un incentivo alle utenze non domestiche che oltre a conferire correttamente in raccolta differenziata, si adoperano a rendere sempre più pulito, ordinato e decoroso il contesto cittadino attraverso l’utilizzo di schermature che mitighino l’impatto visivo dei contenitori dei rifiuti, particolarmente importante nelle zone più frequentate dai cittadini e dai turisti. In particolare, proseguendo nell’esperienza già avviata lo scorso anno, è prevista una riduzione tariffaria del 15% (contro il 6% dello scorso anno) agli stabilimenti balneari che accorpandosi sviluppino una consistente superficie (superiore ai 25mila mq) e che realizzino sistemi di raccolta differenziata e di schermature ai contenitori dei rifiuti.”
    Viene inoltre estesa la possibilità di ottenere la riduzione tariffaria del 25% per quelle imprese “stagionali” che svolgono la propria attività solamente per un periodo limitato nel corso dell’anno, fino a 140 giorni (in precedenza 120 giorni). Dal 2018, per agevolare i contribuenti, viene spostato il termine per il pagamento della prima rata (o della rata unica) della TARI dal 15 maggio al 31 maggio.

    All’ordine del giorno anche l’approvazione delle tariffe per il 2018 che anche per quest’anno si mantiene la stessa impostazione già approvata per il 2017, che garantisce l’eliminazione di sperequazioni tra le diverse categorie, mantenendo al contempo tutte le esenzioni, le agevolazioni e le detrazioni già introdotte. Il piano finanziario 2018 approvato da Atersir prevede un costo per la Tari di poco più di 37 milioni di euro. Tra le voci di costo che compongono il PEF – ha spiegato l’assessore Brasini – riveste una particolare importanza l’accantonamento al fondo svalutazione crediti, accantonamento obbligatorio per legge, e che per quest’anno ammonta a 2.980.000 di euro. Questo determinerà un aumento tariffario pari al 2,9%, più basso del preventivato; il contenimento dell’aumento, che si
    attesta all’1,18% nel triennio 2016-2018, è stato possibile grazie alla
    potente azione di contrasto all’elusione ed evasione del tributo.

    “Un’azione fondamentale – sottolinea l’assessore Brasini – senza
    la quale l’aumento della tariffa sarebbe stata superiore al 10%, con un impatto più pesante per i contribuenti. L’attività di recupero dei
    tributi non versati, iniziata nel 2016 e potenziata nel 2017, ha consentito il recupero di oltre 6 milioni di euro tra importi insoluti ed evasi. Proprio per questa ragione, abbiamo tutta l’intenzione non solo di proseguire su questa strada, ma di potenziare questa attività anche per il 2019, con il duplice obiettivo di perseguire l’equità fiscale e di recuperare risorse indispensabili per continuare a contenere gli aumenti delle tariffe e confermare ed ampliare le agevolazioni e le esenzioni rivolte agli utenti domestici e non. Sullo sfondo resta però un tema: quello dell’autonomia fiscale dei territori. E’ chiaro che è sempre più evidente come sia indispensabile trasferire le competenze anche in questa materia dallo Stato centrale al livello locale, rafforzando nel contempo la lotta all’evasione e inserendo disposizioni legislative che, ad esempio, impediscano il rilascio, il rinnovo di autorizzazioni e quindi la permanenza in esercizio a quelle attività economiche che risultino sprovviste di un certificato fiscale e tributario in regola”.

    Nel 2017, è stato infatti di 220 mila euro il totale di agevolazioni
    destinate alle utenze domestiche, in particolare per i contribuenti in
    situazioni di disagio sociale; ammontano invece a oltre 2 milioni di euro le agevolazioni rivolte alle utenze non domestiche, che comprendono la stragrande maggioranza degli operatori presenti sul territorio (esercenti pubblici, piccoli artigiani, imprenditori, ecc.).

    Andrea Polazzi

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