18 novembre 2018

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“Elogio della dolcezza” di Beatrice Balsamo venerdì alla Feltrinelli

dolcezza

in foto: La copertina di "Elogio della dolcezza"

La dolcezza sarà la protagonista del secondo incontro del ciclo “Dialogo con gli autori”, venerdì 9 marzo alle ore 18:30 alla Feltrinelli di Rimini (largo Giulio Cesare, 4), con Beatrice Balsamo che presenterà il suo saggio “Elogio della dolcezza – Misura e velo del gusto e del legame” (Ed. Mimesis 2017). Gli incontri “Dialogo con gli autori”, realizzati grazie al contributo di Lions club Rimini Riccione host e Associazione Itaca, sono condotti da Maurizio Cottone e Carla Amadori.

All’autrice Beatrice Balsamo, psicoanalista di formazione filosofica, specializzata in Estetica, Psicoanalisi, Cinema, abbiamo chiesto come nasce “Elogio della dolcezza”.
“Il libro nasce partendo dal contesto sociale che stiamo vivendo. Contesto di precarietà, irrazionalismi, frequente cultura dell’odio. Pone il suo interesse sulla mente flessibile, pre-condizione alla capacità, al cambiamento e al nuovo. Segmento significativo è la temperanza, la capacità a relazioni mature, tenere, ma anche capaci di reggere le avversità e sorreggerne, con fortezza, il peso”.

Il tema è annunciato nel titolo. Ma da quale punto di vista è analizzata la dolcezza?
“Il libro parla delle radici umane della dolcezza, come nasce questa capacità unitiva e stemperante il pulsivo in eccesso, che si traduce in avidità, violenza, rancore, che non si sa oltrepassare. La dolcezza viene collegata al concetto di suavitas di ciceroniana memoria (Lelio – l’amicizia XIX, 66 e XXIV, 84). Essa è il fondamento di una forma viva e di riguardo, che permette un senso sensato, condiviso, fecondante, che fa sentire il sentire dell’altro, i suoi stati d’essere, con una postura tenera, cioè capace di fare posto all’altro. Suavitas è collegato a mitis, che deriva dal latino “mitigare” gli eccessi, ma anche uso del “giusto mezzo” secondo una retta ragione”.

Cos’è secondo lei la dolcezza?
“La dolcezza non è stucchevolezza né compiacenza, ha a che fare con il sostenere, con la fortezza, con il mitigare, ma è anche portatrice di armonia e bellezza poiché è capacità di legare, di rimettere assieme, di dare una forma. La dolcezza è anche capacità di distinguere il Bene dal Male ed è fondamentale per la struttura della moralità. La dolcezza, la benevolenza, la gratitudine, la riparazione, sono il fondamento delle esigenze morali che pongono un limite alle proprie esigenze egoistiche, alla propria onnipotenza unilaterale, per volgersi verso l’altro e al progetto comune”.

“Elogio della dolcezza” è stato segnalato, assieme al libro di Luigina Mortari e Isabella Guanzini come una nuova tendenza del pensare, del “potere gentile”, in una sorta di rivoluzione umanistica e innovativa, non più quindi un pensiero forte o un pensiero debole, ma un pensiero flessibile che non è né forte né rigido ma è quello che sa sostenere senza spezzarsi.

Gli altri appuntamenti con “Dialogo con gli autori”: venerdì 16 marzo “Lo sguardo dello schermo: teorie del Cinema e Psicoanalisi” di Massimo Eusebio, venerdì 6 aprile “Smetti di pensare! Overthinking e ruminazione mentale” di Valentina Pazienza e venerdì 13 aprile “La prospettiva del minore nella C.T.U. Esperienze di un approccio integrato” di Francesca Siboni e Ugo Ugozzoni.

Roberto Bonfantini

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