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Due arresti dei Carabinieri: uno per rapina, l’altro per tentata estorsione con lesioni personali

CronacaRimini

9 marzo 2018, 12:46

carabinieri

in foto: Un momento dell'incontro con la stampa

Portate a termine due operazioni della Stazione dei Carabinieri di Miramare, diretta da Marco Manconi: una relativa ad una rapina ed una referente una tentata estorsione con lesioni personali, “accomunate – spiega il Comandante della Compagnia Carabinieri di Rimini, Cap. Sabato Landi dalla profonda conoscenza del territorio degli uomini della stazione di Miramare”.

Il primo arresto riguarda una tentata estorsione con aggressione a una dipendente della Sisal Matchpoint di via Marecchiese. Giovedì 8 marzo è stato arrestato C.M., classe ’81, originario della provincia di Brindisi ma da tempo presente sul territorio riminese. L’uomo la mattina del 28 ottobre scorso si era presentato nella sala scommesse e aveva puntato e perso cento euro. Nel pomeriggio dello stesso giorno era tornato, chiedendo alla donna di poter effettuare un’altra scommessa, dello stesso importo, a credito. La dipendente, una donna di nazionalità argentina ma residente da diversi anni a Rimini, gli aveva rifiutato la giocata. L’uomo borbottando si era quindi allontanato.

Ma quando la donna, a fine turno, era uscita se l’era ritrovato davanti all’auto. Il 37enne aveva minacciato e iniziato a spintonare la donna, colpendola anche con due schiaffi, pretendendo che gli desse l’equivalente delle vincita mancata. Solo l’intervento di un collega della donna lo aveva fatto allontanare. Il giorno dopo la donna lo ha denunciato, annunciando anche che a breve si sarebbe licenziata (ora vive in un’altra città). Gli uomini dell’Arma sono riusciti a risalire all’identità dell’aggressore dalla descrizione somatica fornita dalla donna. Anche le immagini a circuito chiuso del locale hanno confermato il riconoscimento. Così il brindisino, che intanto si è trasferito a Gatteo, ieri è finito agli arresti.

Il secondo episodio è relativo ad una rapina di 250 euro circa messa in atto il 6 marzo ad un Kebab bar bengalese. La vittima ha riconosciuto il soggetto, un frequentatore abituale dell’esercizio commerciale. A finire in manette A.D., 30enne originario di Taranto ma da diversi anni residente nel nostro territorio. L’uomo alle 13:30 si era presentato nell’esercizio commerciale e dopo aver pranzato anziché pagare il conto aveva tirato fuori una pistola (rivelatasi poi una scacciacani priva del tappino rosso), intimando al titolare di consegnargli l’incasso. Poi era tornato nel residence dove viveva, annunciando al proprietario che il giorno dopo se ne sarebbe andato. Tre ore dopo la rapina i carabinieri lo avevano già identificato. La perquisizione all’interno della stanza aveva permesso il rinvenimento, in un armadio, della pistola scacciacani, insieme ad una quarantina di munizioni. Non è stato invece ritrovato il denaro rubato. Questa mattina si è svolta l’udienza di convalida.

Roberto Bonfantini

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