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Caso multe. Il sottosegretario Rossi risponde: nessun privilegio personale

AttualitàPoliticaRegione

29 marzo 2018, 08:35

in foto: repertorio

I componenti di questa Giunta sono sul territorio ogni giorno. Giriamo l’Emilia-Romagna in lungo e in largo per appuntamenti istituzionali, spesso ognuno con la propria auto oppure, fino a pochi mesi, quando necessario, utilizzando l’autista interno alla Regione, poi andato in pensione. Ma qui non c’è alcun privilegio personale, visto che sono stati presentati ricorsi alle prefetture competenti così come può fare chiunque riceva una contravvenzione. E la Regione non ha messo un euro nelle multe, perché quelle che non sono state archiviate sono state pagate direttamente dagli amministratori“. Queste le parole del  sottosegretario alla presidenza della regione Emilia Romagna Andrea Rossi dopo il caso delle multe annullate sollevato dal Movimento 5 stelle (vedi notizia). Le multe, precisa Rossi all’AdnKronos, sono “24 in tre anni, non in due, dal dicembre 2014 al gennaio 2018“, periodo in cui “veniva utilizzato il servizio di autista regionale, poi andato in pensione“. Di queste multe, “17 sono state archiviate dopo un ricorso alla prefettura competente“, mentre quelle non archiviate non sono state pagate dalla Regione, precisa, “ma dagli amministratori“.

Rossi poi prosegue chiedendosi “se oggi la discussione politica si debba ridurre a 20 multe in oltre tre anni, peraltro, ripeto, gestite in maniera del tutto normale, senza che qualcuno abbia chiesto o ottenuto favori, di fronte a una Giunta il cui presidente e assessori hanno messo l’ascolto dei territori al primo posto, muovendosi per questo da una parte all’altra della Regione, con circostanze, legate anche a ragioni di sicurezza, nelle quali può anche essere necessario oltrepassare i limiti di velocità? Una cosa è certa: non prendiamo lezioni da nessuno sulla sobrietà, né qualcuno può pensare di cancellare con notizie di questo tipo ciò che abbiamo fatto in questa legislatura“. A partire, puntualizza il sottosegretario, “dalla prima legge che approvammo sul taglio di 15 milioni di euro ai costi della politica, con la riduzione delle indennità di consiglieri e assessori, l’azzeramento dei fondi ai Gruppi consiliari, l’utilizzo dell’auto propria auto per il percorso casa-lavoro, e il fatto che siamo stati i primi in Emilia-Romagna a tagliarci i vitalizi come consiglieri regionali“.

Andrea Polazzi

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