16 novembre 2018

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Bonus cultura usato per feste in discoteca e con alcol. Il 5 Stelle interroga

in foto: dal video dell'evento di Gallipoli

I 500 euro del bonus cultura di Renzi usati per soggiorni a Rimini tra beach party, aperitivi e discoteche con consumazioni alcoliche. Andrea Bertani e Raffaella Sensoli, consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle, hanno presentato una interrogazione su degli eventi organizzati la scorsa estate a Rimini nell’ambito di “Immaturo on trip” e compresi nella lista delle iniziative culturali che è possibile pagare con i 500 euro di bonus cultura a disposizione dei neo maggiorenni. I pacchetti in questione erano acquistabili, come spiegava la pubblicità dalla scorsa estate, appunto con 284 euro di 18app, l’applicazione ministeriale per poter spendere il contributo statale. Nel programma c’era anche una serata con vino illimitato e un “twerk contest” (il twerk è un ballo basato sul movimento di quella parte del corpo che con cultura ha la prima sillaba in comune). Eventi simili erano stati organizzati anche a Gallipoli.

“Ci troviamo di fronte al paradosso che a chi ha appena compiuto 18 anni, e ha diritto al bonus di 500 euro, è vietato acquistare il DVD del suo film preferito e invece può tranquillamente prenotare un soggiorno a Rimini con serate in discoteche che promettono anche vino illimitato per tutti” hanno spiegato i due consiglieri.

La Sensoli inoltre chiede all’esecutivo regionale di fare chiarezza su una festa dei 100 giorni pre-maturità organizzata nei prossimi giorni al palacongressi di Bellaria. “Un evento che assomiglia moltissimo a una semplice serata passata in discoteca con cena iniziale. Quello che ci chiediamo è come sia possibile pagare la quota di partecipazione a questo tipo di feste grazie al bonus cultura visto le non poche limitazioni che erano state inserite”.

Per questo nella loro interrogazione i due consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle chiedono alla Regione di valutare l’ipotesi di segnalare, oltre che al Ministero, anche alla magistratura i casi per accertare l’eventuale riscontro di pratiche illecite. “Nessuno vuole demonizzare questo tipo di eventi che rappresentano anche un momento di aggregazione per i ragazzi – concludono Andrea Bertani e Raffaella SensoliQuello che però ci sembra assurdo è che questo genere di feste sia pagato con il bonus cultura, che pur con tutti i suoi limiti, era pensato per altro, facendo invece passare il messaggio del divertimento gratis a spese dello Stato, basta solo essere un ‘po’ furbi’. Solo il lungo weekend dello scorso anno a Rimini o a Gallipoli ha avuto un costo che rappresenta più della metà dell’intero bonus”.

Redazione Newsrimini

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