sabato 19 gennaio 2019
In foto: Stefano Medas al Lions club Rimini Riccione host
di Redazione   
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lun 19 feb 2018 13:39 ~ ultimo agg. 13:41
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Lanciati verso il futuro, consapevoli di disporre delle tecnologie più avanzate che alimentano giornalmente le nostre certezze capita, a volte, di volgersi indietro e sentirsi comunque superati. Singolare sensazione che ha dell’inverosimile ma, dopo aver ascoltato con attenzione la lezione di Stefano Medas: “Oltre le colonne d’Eracle – Fenici, Cartaginesi e Romani sulle rotte atlantiche” questa sensazione prende corpo poiché ha spiegato che uomini di 3mila anni fa sfidarono l’oceano affrontando l’ignoto con un coraggio ammirevole e mossi da uno sfrenato desiderio di conoscenza, su mezzi che al giorno d’oggi nessuno si sognerebbe mai di impiegare spingendosi in Atlantico fino alle isole Fortunate (le odierne Canarie) dove stabilirono insediamenti, presero contatti con la popolazione attivando commerci regolari.

Non solo, ma quella fu la base per ulteriori spedizioni ancora più ardite, in molteplici direzioni atlantiche, il cui successo si perde nella leggenda.

Difficile immaginarlo, prima che le prove inconfutabili e la limpidezza del racconto, preciso e circostanziato del Prof. Medas dell’Istituto Italiano di Archeologia ed Etnologia Navale di Venezia esponesse al meeting del Lions club Rimini Riccione host l’esito di queste ricerche poiché quelle straordinarie scoperte finirono nell’oblio sepolte nei secoli bui del medioevo e riprese ex novo dal 13° secolo quasi come se prima non fosse accaduto mai nulla.

Smontando il concetto consolidato “non plus ultra” assegnato fin dalla notte dei tempi allo stretto di Gibilterra, allora noto come le “colonne d’Eracle”, ha evidenziato come quel luogo che nel pensiero comune era ritenuto un ostacolo invalicabile oltre il quale si andasse a morte sicura era in realtà il ponte di lancio necessario ad alimentare l’insaziabile desiderio di sapere del genere umano: “plus ultra semper”.

Daniele Bacchi

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