mercoledì 23 gennaio 2019
In foto: la presentazione di Più Europa a Rimini
di Redazione   
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mer 28 feb 2018 16:29 ~ ultimo agg. 18:22
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A pochi giorni dalla fine della campagna elettorale Manuela Fabbri, portavoce riminese della lista Lista Più Europa con Emma Bonino trasmette una riflessione sul voto, in particolare mettendo a confronto la propria proposta politica con quella del Movimento 5 Stelle.


E’ possibile contenere la presunzione e la superbia dei 5Stelle?

Una visione esemplificante in un’ultima serata pre-elettorale quella di Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio, in contemporanea su due differenti reti. Entrambi insopportabili, ineducati ma anche ammiccanti mentre con fare paternalista si approcciano a giornalisti e l’audience dietro lo schermo. Non in modo rivoluzionario, provocando, irriverenti verso le ipocrisie formali, come allora noi eravamo. Sì noi, quei “rompi” dei radicali che hanno contestato la partitocrazia in tutte le sue forme e innovato la comunicazione politica… con cultura legalitaria, senso delle istituzioni e la disobbedienza civile come metodo, però. Non ci assomigliano per nulla e l’orizzonte che si profila fa paura. Perché lo dico a conclusione della campagna elettorale? Perché come tante altre persone sagge, sono molto preoccupata. E le comparazioni tra radicali e 5Stelle, non reggono. Quale portavoce locale di Più Europa con Emma Bonino, mi sento di mettere in guardia coloro i quali non sanno ancora se votare o astenersi. Per recuperarne il voto come sta facendo Emma Bonino, anche alla luce della situazione riminese, credo sia utile dare qualche spunto ulteriore di vero ragionamento politico. Un grande pericolo è in agguato, anche per la molto discutibile posizione assunta da chi pregiudica la vittoria della coalizione di sinistra pur affermando di esserlo.

In occasione della presentazione della Lista Più Europa mi sono sentita di esprimere solidarietà femminile a Giulia Sarti che ha messo in gioco la propria carriera politica per questioni di sentimenti e di fiducia (comunque sia andata) molto malriposta tra morosi e collaboratori. Tuttavia delucidante dei tratti velleitari e immodesti che caratterizzano la maggior parte dei 5Stelle (che si assumono forti responsabilità senza aver mai fatto una dichiarazione dei redditi, come dice Berlusca): tutti “nati imparati” già certi di mettersi a capo di un Paese come l’Italia che perfino gli statisti considerano difficilmente governabile.

Saremo dunque noi tutti alla loro superbia, affidati? Di Maio che si esprime con: “io ho fatto, io voglio, io dico…”, è manierista e costruito nell’immagine e nella filastrocca che con tutta evidenza segue come un copione. Ha concluso platealmente con la lista dei ministri al Presidente: “Persone giuste al posto giusto, con le loro competenze e la loro storia personale – ha detto – una squadra di persone che conoscono il settore che dirigono.” Ma non appartengono ai 5Stelle replica chi lo intervista: “Mejio, così sono più indipendenti.” O forse loro sì, capirebbero qualcosa, mi chiedo? Prego un’ultima riflessione amici sui rischi che corriamo. E di dare un voto +politico e +affidabile a chi già ha dimostrato ciò che +vale con +serietà e +duro lavoro. A PiùEuropa con Emma Bonino affinché il nostro voto sia in teste e mani +affidabili, per esempio.

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