19 June 2018

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Carcere sovraffollato, aumentano atti di autolesionismo. Radicali: serve riforma

in foto: repertorio

Una situazione tragica. Così la delegazione del Partito Radicale ha commentato quanto visto nel carcere di Rimini nella visita effettuata in mattinata. Il numero di detenuti, così come accade nel resto d’Italia, è tornato negli ultimi due anni ad impennarsi. “Si registrano oggi 174 detenuti a fronte di una capienza effettiva che, tenendo conto delle sezioni chiuse e di quelle ridotte, è di 95 e non di 126” – spiega Ivan Innocenti del partito radicale – “questa è una questione grave.”

Carcere sovraffollato, aumentano atti di autolesionismo. Radicali: serve riforma

I radicali lamentano il ritorno anche a termini definiti inaccettabili come quello di “capienza tollerabile”. Si evidenziano anche criticità dal punto di vista sanitario secondo Maura Benvenuti: a Rimini non c’è ancora il fascicolo elettronico, sono molti i malati psichiatrici, oltre ai 64 tossicodipendenti (di cui 8 sotto metadone) e sei i diabetici. Ad aggravare la situazione dei detenuti c’è anche la carenza d’organico del personale penitenziario: appena 110 rispetto ad una pianta organica di 144 a Rimini. Eppure la loro presenza è ritenuta fondamentale dagli stessi detenuti. Preoccupa anche il dato sui suicidi: nonostante non ne siano avvenuti ai Casetti, nel 2016 e nel 2017 si sono registrati rispettivamente 4 e 5 tentativi. 74 invece gli atti di autolesionismo (erano 53 nel 2016). Numeri legati proprio al sovraffollamento e che rendono, spiegano i radicali, sempre più urgente l’approvazione della riforma carceraria sulla quale Gentiloni ha assicurato il via libera prima del nuovo Governo. “E’ indispensabile – dice Innocenti – che il legame tra i detenuti e la famiglia e la società resti solido. Ora invece questo viene loro negato e spesso riconsegnamo alla società persone peggiori di quelle che sono entrate in carcere. E per questo che diventa fondamentale approvare questa riforma penitenziaria. Una riforma che manca dal 1975.

 

Andrea Polazzi

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