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Per Airbnb la tassa di soggiorno diventa digitale. Accordo con il comune

RiminiTurismo

27 febbraio 2018, 13:04

in foto: la firma dell'accordo

Nel 2017 sono stati quasi 19mila gli ospiti che hanno soggiornato a Rimini in Airbnb, con quattro notti di media. Ancora numeri bassi rispetto all’offerta ricettiva totale, ma comunque in crescita (+49% rispetto al 2016). Un nuovo accordo da oggi regolerà la riscossione della tassa di soggiorno, cercando anche di porre fine al dibattito sulla presunta concorrenza sleale da parte di questo tipo di offerta rispetto alla ricettività tradizionale. La piattaforma, che a Rimini conta circa 700 host per un totale di 930 annunci, ha siglato un accordo con il comune che prevede la riscossione digitale, direttamente al momento della prenotazione, della tassa di soggiorno. L’imposta, fissata dall’amministrazione è del 3% dell’importo complessivo pagato dal cliente.  Il comune prevede di incassare circa 35mila euro.

Rimini è tra le prima cinque città italiane, l’unica balneare, a testare questa modalità. “Quello che stiliamo con Airbnb – spiega l’assessore al Bilancio Gianluca Brasini – ci sembra un ottimo accordo. In consiglio comunale abbiamo adottato alcune modifiche al regolamento che rendono le regole più certe, con l’obiettivo di garantire equità”.

Gli adempimenti tributari da parte degli host si semplificano e in questo modo cade anche una possibile contrapposizione con altre offerte ricettive. “Ho sempre detto che era necessario mettere regole valide per tutti perché non ci fosse concorrenza sleale e questo accordo va in tale direzione. Tramite la convenzione Airbnb trattiene dal pagamento le somme di cedolare secca e tassa di soggiorno riversata all’ente.  E’ l’esempio di come scegliere la strategia di accordo proattivo crea rispetto delle regole e sistema virtuoso”.

“L’Italia è il terzo mercato al mondo per offerta – afferma Alessandro Tommasi, pubblic Policy Manager ai Airbnb Italia -. Ci abbiamo messo poco a trovare un accordo e anche la scelta percentuale adottata dal comune ci sembra la migliore sia per il rispetto della stagionalità sia per essere la più in linea con legge nazionale. Con questa convenzione cade ogni possibilità di evasione della tassa soggiorno, vista la tracciabilità di ogni transazione digitale. In Regione l’altra città che adotta lo stesso sistema è Bologna“.

La conferenza di presentazione dell’accordo tra amministrazione e Airbnb è stata anche l’occasione per chiedere del pagamento della tassa di soggiorno da parte degli alberghi: “Abbiamo riscontrato – ha risposto Brasini – un’alta fedeltà contributiva alta anche da parte degli albergatori. Sicuramente scelta apprezzata nel 2011, quando venne introdotta, fa di vincolare la tassa alla realizzazione del sistema fognario“.

Simona Mulazzani

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