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Furti e rapine in serie, arresti dei Carabinieri dopo inseguimento

CattolicaCronacaRegione

20 gennaio 2018, 08:42

Furti e rapine in serie tra Emilia Romagna e Marche, arresti dei Carabinieri

in foto: il comandante della compagnia di Riccione Califano

Nella notte i militari della Compagnia di Riccione, al termine di una articolata attività investigativa nella quale hanno documentato diverse decine di furti e rapine avvenuti nella zona sud della provincia (in particolare a Cattolica) e nelle Marche, hanno arrestato i componenti di una banda formata da quattro soggetti di etnia Rom, ma di cittadinanza italiana, originari della fascia meridionale della provincia di Roma. Hanno tra i 24 e i 46 anni, con legami di parentela sia anagrafica che acquisita. In appena tre giorni di pedinamenti i militari sono riusciti ad attribuire alla banda una trentina di colpi, tra quelli riusciti e quelli tentati. Il loro bersaglio privilegiato erano villette isolate e prive di allarmi o inferriate. Prima effettuavano un sopralluogo anche suonando il campanello delle abitazioni, poi colpivano in modo rapido (dai 3 ai 10 minuti) in quelle vuote arraffando tutto quello che c’era di valore. Quando si mettevano all’opera erano in grado di ripulire 8/10 abitazioni in un giorno. Dopo l’ultimo colpo, in provincia di Urbino, nel quale si erano portati via migliaia di euro di bottino dopo aver divelto inferriate e vetri per entrare, i militari hanno deciso di bloccarli. Non subito, per ragioni di sicurezza, ma dopo un inseguimento andato avanti per 60 km tra Urbino, Fano e Acqualagna dove poi sono stati fermati. Circondati da quattro auto dell’Arma, le hanno speronate e poi sono finiti in un campo dove, feriti, hanno proseguito la fuga a piedi e guadato un ruscello prima di essere raggiunti e fermati.

Erano organizzati: agivano in varie parti d’Italia dove si spostavano per alcuni giorni, colpivano più volte poi si muovevano alla ricerca di altre aree dove mettersi all’opera. Avevano diversi precedenti, uno di loro anche per tentato omicidio.

Una curiosità, agivano con un’auto di proprietà e non rubata (una Mercedes Classe A) e la utilizzavano anche per nascondere il bottino di furti e rapine: i militari l’hanno trovato nel bocchettone dell’aria condizionata.

 

Redazione Newsrimini

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