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Contributi a chi ristruttura casa per ospitare famigliari disabili

disabilitàRiminiSanità

16 gennaio 2018, 15:47

Dal ricovero passivo in struttura a quello di semi autonomia in casa propria. E’ questo il cambio di paradigma che punta ad introdurre la Regione. Lo ha spiegato il vicesindaco di Rimini con delega alla protezione sociale Gloria Lisi in un incontro  (a cui ha partecipato anche il vicesindaco di Novafeltria Elena Vannoni) con famiglie e associazioni in merito al nuovo programma regionale del “Dopo di noi” per l’assistenza di disabili.

La principale novità riguarda la possibilità, per chi mette a disposizione la propria abitazione per progetti di cohousing con altre persone disabili, di poter usufruire di importanti contributi per interventi strutturali nella propria abitazione.

A Rimini, come in tutta l’Emilia-Romagna, sono già attuate, laddove le condizioni fisiche della persona disabile lo consentano, soluzioni alternative all’istituto, come la propria casa di origine o l’accoglienza in abitazioni, gruppi-appartamento e co-housing. Si tratta di numeri ancora ridotti, nel distretto di Rimini nord si parla di poco più di una decina di casi (a fronte di circa 130/140 persone inserite in strutture residenziali).

Sono ammissibili al contributo per interventi strutturali nelle abitazioni rese disponibili, le spese sostenute a partire dal 16 ottobre 2017. Entro il 15 febbraio sarà possibile inviare una mail a ufficiodipiano@comune.rimini.it (0541-704665) dando comunicazione della volontà di realizzare interventi di acquisto, ristrutturazione, ampliamento, nuova costruzione di alloggi da destinare ad un progetto di coabitazione di persone con disabilità. Le proposte di intervento saranno poi vagliate da un gruppo tecnico regionale che dovrà esprimere il proprio parere in merito all’ammissibilità.

Nuovi servizi per nuovi bisogni, questo è l’obiettivo che vogliamo perseguire concretamente– ha sottolineato il vicesindaco con delega alla protezione sociale del Comune di Rimini, Gloria Lisimettendo a disposizione risorse per nuove forme di welfare comunitario. Nel concreto stiamo valutando, come Comune, di convertire il condominio precedentemente destinato ai papa separati in una nuova struttura di cohousing per disabili. Nel welfare la sfida della non autosufficienza è oramai centrale sia per l’invecchiamento demografico sia per la progressiva crisi delle reti familiari preposte alla cura. Non solo, diventa necessario uscire dal concetto di cura legato esclusivamente alle strutture e ragionare sempre più seriamente in termini di domiciliarità permanente, anche in caso di non autosufficienza per alleggerire la sanitarizzazione degli interventi. Questi contributi e il programma regionale sono una sperimentazione interessante che come territorio vogliamo approfondire a pieno insieme ai famigliari e alle tante associazioni che, già da oggi, ci hanno manifestato interesse e disponibilità“.

Redazione Newsrimini

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