Indietro
menu
Rimini Rimini Social

Carcere: un'alternativa è possibile!

In foto: repertorio
repertorio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
lun 8 gen 2018 09:10 ~ ultimo agg. 10 gen 09:24
Facebook Whatsapp Telegram Twitter
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 2 min
Facebook Twitter
Print Friendly, PDF & Email

La misura alternativa al carcere? Non solo è possibile ma soprattutto auspicabile per favorire il recupero della persona e la restituzione del male commesso. E la costruzione di un futuro per quei detenuti che, dopo aver scontato la pena, potranno essere reinseriti nella società.
Rimini non sta alla sbarra per quanto riguarda la necessità di umanizzazione della pena.
Tredici sono le convenzioni per l’istituto di ‘messa alla prova’ con il Tribunale di Rimini (alla data del 14 luglio), 9 delle quali risultano con cooperative sociali del territorio. Enti, associazioni ed imprese sociali che, a partire dal novembre 2015, hanno messo disposizione tutte le mansioni che si svolgono nell’ambito delle proprie attività lavorative, per offrire un’ulteriore possibilità di detenzione alternativa.
Si tratta di numeri significativi, che raccontano un’attività e un impegno sociale non banale, espresso da tante realtà sociali del territorio riminese. Eleonora Renzi, responsabile ufficio del personale, racconta l’esperienza della coop. sociale riminese La Formica.

Come avviene il contatto con la cooperativa per i lavori di pubblica utilità?
“Generalmente la persona si presenta direttamente in ufficio da noi, con una mail, inviata personalmente oppure dal suo legale. Ci vengono consegnati tutti i documenti necessari, la carta d’identità, il codice fiscale, la vaccinazione antitetanica e di solito il verbale di accertamento delle forze dell’ordine per la violazione commessa, che per il 90% dei casi riguarda la guida in stato di ebbrezza. All’interessato viene fornito un chiarimento dettagliato sui diversi aspetti che riguardano il lavoro, l’orario e la tipologia del servizio da svolgere, sempre in affiancamento ad un collega più esperto. Inizia poi la preparazione dei documenti tra cui la dichiarazione/disponibilità ad accogliere l’interessato per i lavori di pubblica utilità. Questo documento è firmato dal responsabile degli inserimenti lavorativi che coordina il percorso riabilitativo”.

 

Continua a leggere sul sito de Il Ponte