20 July 2018

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Un nuovo direttore per la Caritas diocesana, il primo laico

Un nuovo direttore per la Caritas diocesana, il primo laico

in foto: foto di gruppo

Cambio alla Direzione della Caritas Diocesana di via Madonna della Scala. Dopo 16 anni, don Renzo Gradara lascia il testimone a Mario Galasso, primo laico ad occupare questo ruolo da quando è sorta la Caritas che nel prossimo gennaio festeggerà i suoi primi 40 anni di istituzione. Contestualmente a Cesare Giorgetti viene affidata la direzione del servizio Migrantes. L’annuncio è stato dato nel tardo pomeriggio nel corso di un incontro dei dipendenti e dei volontari Caritas in occasione del Natale.

E’ stato lo stesso Vescovo di Rimini, monsignor Francesco Lambiasi, a leggere la lettera di nomina per Mario Galasso, Cesare Giorgetti e una lettera di ringraziamento per don Renzo Gradara, che resta assistente spirituale della Caritas.

Il ringraziamento del Vescovo per don Gradara
“Il sentimento più tenace che spicca in cima a tutti gli altri e che vorrei farti pervenire, don Renzo è: la gratitudine. Ti debbo un grazie sincero e sentito – a nome di tutto il presbiterio, dei tuoi collaboratori, dei tantissimi poveri, che hai intercettato lungo il tuo servizio, e dell’intera diocesi – innanzitutto per la testimonianza che ci hai dato in questi anni di servizio in Caritas. – sono parole del Vescovo Francesco – Ora, giunto al termine, non ti ritrovi come un uomo di potere, malato di un protagonismo ripiegato e deluso, né tantomeno come un burocrate freddo e distaccato, ma come un povero prete a servizio di tanta povera gente che hai incontrato sulla loro strada”.

Le parole di don Gradara
Don Renzo Gradara ha assunto la direzione della Caritas Diocesana l’11 settembre 2001, sostituendo don Luigi Ricci. Il suo lungo servizio durato dunque 16 anni lo rende ad oggi il più longevo Direttore della Caritas. “Dopo 16 anni è giunto il momento di lasciare questo incarico e questo servizio che ho cercato di espletare nel miglior modo possibile servendo Dio nei fratelli. – commenta don Gradara – Dal 2012, in parallelo, il Vescovo mi ha anche attribuito la responsabilità della parrocchia della Risurrezione, alla Grotta Rossa, servizio che ho accolto con generosa disponibilità anche se ha aggravato non poco il carico pastorale”.

“In questi 16 anni – prosegue don Gradara – si è consolidato e ampliato un criterio già adottato dal mio predecessore, don Luigi Ricci. Quello di dividere e condividere in maniera sempre maggiore le responsabilità con i laici. Ad esempio, la presidente della Cooperativa di volontariato, la responsabile degli oltre 20 servizi che abbiamo in Caritas, la responsabile di Operazione Cuore e altri ancora. Nelle ultime tre stagioni, soprattutto, è sempre più diminuita la mia responsabilità diretta ed è proporzionalmente aumentata quella dei laici”.
Don Gradara resterà Assistente Spirituale della Caritas Diocesana.

Stilare un bilancio di 16 anni vissuti in prima linea è praticamente impossibile. Don Renzo, però, mette in luce alcuni aspetti. “I bisogni sono andati modificandosi, in queste stagioni, e la Caritas ha dovuto offrire risposte sempre al passo con i tempi e con modalità differenti.
La povertà ha mantenuto alcune sue caratteristiche di fondo (senza tetto, senza fissa dimora, bisognosi del servizio mensa, etc) ma è aumentata la povertà in relazione al problema della casa e del lavoro. La disoccupazione ha ingenerato serie difficoltà nel pagare servizi, affitti, utenze, con una ricaduta sulla vita familiare e personale delle persone stesse”.

La Caritas
Alcune risposte della Caritas sono sotto gli occhi di tutti.
L’ “Emporio Solidale” in appena 18 mesi ha distribuito 600 tessere, aiutando complessivamente 1.800 persone, tra cui 500 bambini. Il 70% dei possessori delle tessere è italiano.
Il “Fondo per il Lavoro” in 4 anni ha raccolto oltre 560.000 euro e permesso a 118 persone uno sboccio occupazionale, in larga parte stabile.
I prestiti erogati da “Famiglie Insieme” si aggirano sui 350.000 euro: rappresentano un sostegno a famiglie che debbono risolvere problemi contingenti evitando di cadere nelle maglie infernali dell’usura.
Operazione Cuore” ha permesso a 200 bambini africani operazioni e cure altrimenti impossibili.
Giro Nonni: ogni giorno dell’anno vengono portati pasti e amicizia a 40 anziani del territorio.
Pasti erogati: 106.719 unità (9.664 in più rispetto al 2015)
Alloggio: 7.798 notti
(In media le persone accolte sono state ospitate per 9 notti, 8 notti nel 2015)

Le conclusioni di don Gradara
“Siamo consapevoli che il mare del bisogno è molto più ampio, ma non per questo possiamo esimerci dall’offrire la nostra risposta qui ed ora. Gratuitamente abbiamo ricevuto, gratuitamente diamo”.
Don Gradara chiude con tre annotazioni.
Una riguarda l’aspetto fondamentale del servizio Caritas. “Il primo aspetto da tener presente nell’impegno della Caritas è quello educativo. Ogni servizio, anche la distribuzione del sacchetto della spesa per chi non può farla, deve essere fatto con un atteggiamento educativo”.
Secondo. “La rete di Caritas parrocchiali e interparrocchiali che si è creata è straordinaria. Sono 60 le parrocchie che hanno una propria Caritas: un’avanguardia di preziosa umanità e servizio nei confronti di chi sul territorio vive situazioni di indigenza e bisogno”. Da ultimo, ma non per ultimo: “ringrazio i dipendenti e soprattutto i 150 volontari che gravitano attorno alla Caritas: è un esercito silenzioso e instancabile che opera un servizio straordinario”.

Un profilo di don Gradara
Don Renzo Gradara è nato a Rimini il 15 novembre 1947. Entrato in seminario, non è stato subito ordinato sacerdote ma ha lavorato presso la Fonderia Romagnola nel 1972, a Villa Verucchio. L’anno successivo è stato ordinato presbitero, continuando l’impegno come prete operaio per 16 anni.
Dopo un anno di studio a Gerusalemme sulla Bibbia, è stato parroco per tre anni e mezzo a San Lorenzo in Correggiano. Qui si possono rintracciare i primi germi del servizio successivo. In un pollaio della parrocchia, adeguatamente adibito, è iniziata l’accoglienza di alcuni immigrati nord-africani.
Parroco alla Parrocchia di S. Andrea dell’Ausa (Crocifisso) di Rimini per otto anni e mezzo, nel 2001 è stato nominato Direttore della Caritas Diocesana. Contestualmente, cinque anni fa, gli è stata affidata anche la parrocchia della Risurrezione, alla Grotta Rossa.
Amante del calcio, della bicicletta e delle camminate in montagna, don Renzo è autore di numerose pubblicazioni: saggi, opuscoli e libri, oltre una ventina, su temi di pastorale sociale e biblici.

Il saluto del Vescovo a Mario Galasso
La direzione della Caritas è stata affidata a Mario Galasso. “In questa occasione mi incalza l’obbligo di condividere con te convinzioni, orientamenti e impegni perché la nostra Chiesa riminese possa continuare a servirsi di questo importante e prezioso strumento, espressamente costituito per promuovere la testimonianza della carità di tutta la comunità cristiana. – sono le prime parole formulate dal Vescovo di Rimini nei confronti nel neo direttore – In prima battuta, occorre chiarire un equivoco ricorrente. La Caritas non è l’organo erogatore di aiuti, distributore di fondi, promotore di collette da dividere ai poveri. è invece l’organo che aiuta l’organismo a realizzare una sua funzione vitale: la pratica dell’amore. è l’occhio che fa vedere i poveri antichi e nuovi. è l’udito che fa ascoltare il pianto di chi soffre e amplifica la voce di Dio che provoca al soccorso. La Caritas diocesana, perciò, non è tanto una struttura assistenziale impegnata a fornire servizi e sussidi ai poveri. Ma è uno strumento abilitato a far conoscere a tutta la comunità le situazioni di sofferenza e di bisogno, a stimolarla all’impegno generoso e, soprattutto, a far diventare le sofferenze di alcuni problema di tutti”.
Nel rinnovare la sua fiducia per un sereno e proficuo esercizio del nuovo mandato, il Vescovo si permette una raccomandazione al nuovo Direttore ma anche a tutti i dipendenti, ai collaboratori, alle Caritas parrocchiali e in definitiva a tutta la Chiesa riminese: proseguire sulla strada della “Caritas delle quattro coniugazioni”:
1. carità e giustizia;
2. formazione e organizzazione;
3. misericordia corporale e spirituale;
4. Cultura della carità e carità della cultura.

Le parole di Mario Galasso
“Quando il Vescovo mi ha avanzato la proposta, confesso che mi è salito un groppo in gola, e si è susseguito un turbinio di emozioni: stupore, preoccupazione, gioia, inquietudine, … Ma sono onorato che si fosse pensato a me per servire i poveri, i privilegiati da Dio e, con loro e attraverso loro, fare crescere la cultura dell’accoglienza, del rispetto, della relazione, della Pace, nella nostra comunità” è il primo commento di Mario Galasso alla nomina di Direttore della Caritas.
“Prendo il testimone da don Renzo Gradara, una persona di una tenacia e caparbietà unica, uomo di coerenza e di fede. – prosegue Galasso – Mi tranquillizza il fatto che questo importante compito da far tremare i polsi che mi è stato affidato, lo affronterò insieme ad eroi del quotidiano, persone che, silenziosamente, con passione ed energia accolgono e cercano di dare risposta a richieste che, di mese in mese, di anno in anno, sono sempre più complesse e articolate”.
Sul lavoro che dovrà affrontare, Galasso è ottimisticamente realista. è percorso non facile, fatto di tanti incontri, da tanto ascolto e tanta relazione. Un cammino da effettuare con tanta umiltà, da realizzare con il passo del più debole. Un tragitto da fare non in solitudine, ma con una compagnia che, strada facendo, aumenta.
Tanti piccoli, grandi passi mi hanno portato fino a qui: davanti a me, ora, si apre un’altra strada, un altro servizio da svolgere, la grazia di non adagiarmi in una routine quotidiana”.
Tra i tanti passi che lo hanno portato al servizio in Caritas ci sono quelli mossi nell’Ufficio Missionario diocesano. “L’esperienza fatta negli ultimi anni, insieme a mia moglie Maria Laura, come co-direttori dell’Ufficio Missionario, ha posto le fondamenta all’incarico che sto per assumere. Proprio come l’accoglienza in casa nostra, nel settembre 2016, di Mamadou, ragazzo senegalese di 22 anni”.

“Ritengo che la sfida più grande che dovremo affrontare sarà quella della prevalente funzione educativa della Caritas, da svolgere in collaborazione con gli altri organismi. Pensando alla ricchezza di realtà del nostro territorio non ho che l’imbarazzo della scelta” conclude Galasso.

Un profilo di Mario Galasso
Mario Galasso, 53 anni, nato a Rimini e residente a Riccione, sposato, due figli, è stato sottoufficiale dell’Aeronautica Militare. Per una scelta pacifista non violenta si è licenziato nel 2000 e successivamente è stato impegnato nel settore dei servizi educativi e socio sanitari e nel mondo del volontariato (Agesci, Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids “Lila”, Progetto Città – Cantiere Sociale – Associazione Oscar Romero, Volontari Soccorso in Mare). Assessore all’Ambiente al Comune di Riccione e in seguito Assessore della Provincia di Rimini (Servizi Sociali, Immigrazione, Pace, Protezione Civile): sarà il primo laico a rivestire il ruolo di Direttore della Caritas Diocesana. Ama la fotografia e si diletta di cucina.

Il saluto del Vescovo a Cesare Giorgetti
A Cesare Giorgetti, il Vescovo affida la direzione di Migrantes. Mentre il Servizio Immigrati della Caritas si rivolge alla accoglienza e al sostegno dei profughi e dei richiedenti asilo,  Migrantes è un servizio, in particolare per quelli di fede cattolica. L’attività pastorale rivolta agli stranieri di fede cattolica è stata avviata a Rimini nel 1995 attraverso un servizio di animazione spirituale, di assistenza nella preparazione ai sacramenti, di supporto in momenti liturgici particolari, di promozione del dialogo interreligioso. La pastorale con gli immigrati si lascia guidare da due principi: aiutare ad inserirsi nella parrocchia di residenza e proporre incontri diocesani per gruppi etnici. L’obiettivo principale è far sì che la pastorale migrantes diventi parte integrante della pastorale ordinaria.
In questi anni nella Diocesi di Rimini si sono celebrati diversi eventi e realizzati numerosi servizi. Tra i tanti meritano una speciale menzione:
–      la Mostra dei Presepi dal mondo, giunta alla XV edizione;
–      la Messa dei popoli: presieduta dal Vescovo in Cattedrale, viene celebrata con la partecipazione e l’animazione di molti immigrati cattolici;
–      la Lotteria: realizzata per sostenere i progetti di solidarietà internazionale nei paesi di provenienza degli immigrati con la loro partecipazione;
–      la Giornata mondiale delle migrazioni: la terza domenica di gennaio;
–      il Centro Educativo per i figli degli Immigrati: aperto 4 pomeriggi alla settimana, 40 bambini di dieci nazionalità diverse si ritrovano – seguiti da volontari e operatori della Caritas – per attività scolastiche, ludiche e integrative.

Nel momento di affidargli la direzione della Migrantes diocesana, il Vescovo Francesco ricorda al nuovo direttore (che prende il ruolo ricoperto in precedenza da don Gradara) il duplice segreto della vitalità di questo importante servizio di cui avrà la diretta responsabilità. “Il primo è la stretta collaborazione con la Caritas diocesana, e quindi, caro Cesare, ti raccomando di tenere sempre presente la prioritaria funzione pedagogica di entrambe. – ha detto il Vescovo – Il secondo segreto è il suo radicamento capillare nelle varie parrocchie e zone pastorali, a servizio di questi nostri fratelli e sorelle, che meritano di essere aiutati ad inserirsi nelle nostre comunità per condividere la comune fede cristiana”.

I Direttori della Caritas Diocesana
canonico Sisto Quinto Casadei Menghi (1977-1984)
Don Pierpaolo Conti (1984-1987)
Don Probo Vaccarini (1987)
Don Natale Imola (1987-1988)
Don Sergio della Valle (1988-1989)
Don Luigi Ricci (1989-2001)
Don Renzo Gradara (2001-2017)
Mario Galasso (2017-)

Redazione Newsrimini

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