venerdì 18 gennaio 2019
di Andrea Polazzi   
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mar 22 ago 2017 11:43 ~ ultimo agg. 23 ago 11:46
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Dopo alcune settimane di silenzio, torna alla ribalta la questione dei lavori nella zona del Ponte di Tiberio a Rimini. L’associazione Italia Nostra, in una nota, comunica di aver presentato proprio ieri un esposto alla Procura del Tribunale di Rimini “per scongiurare – si legge – , con il completamento dell’opera, la definitiva e irreparabile compromissione dell’ambiente monumentale del Ponte Tiberio e delle mura medievali – malatestiane di contenimento del canale che costituisce il tratto conclusivo dell’alveo storico del fiume Marecchia.La Procura dovrà valutare se sussistono le condizioni per la richiesta della misura di sequestro preventivo ex art.321 c.p.p. dei cantieri.

L’associazione ricorda di aver partecipato, con propri motivati rilievi critici, al dibattito sul progetto approvato dall’amministrazione e punta il dito sull‘impatto che l’intervento potrebbe avere sulle strutture fisiche delle mura medievali – malatestiane. Italia Nostra ricorda che nel corso dei lavori sono state infatti praticate 100 incisioni a taglio, 50 per 50 ogni metro e mezzo, per inserire i sostegni di acciaio di ancoraggio della passerella sospesa con “inevitabili effetti di triturazione in opera del mattonato”. “Un vero e proprio processo distruttivo – attacca l’associazione – che contrasta con le esigenze di protezione del patrimonio storico e artistico, espresse nel precetto di rigorosa conservazione, istanza primaria della tutela secondo la disposizione dell’art. 29 Codice dei beni culturali e del paesaggio”.

Il progetto, ha più volte ribadito l’amministrazione rispondendo alle critiche, ha avuto il via libera dalla Soprintendenza che ha svolto anche ulteriori sopralluoghi sul posto dai quali è emersa la piena corrispondenza tra le soluzioni tecniche progettuali adottate in fase d’approvazione del progetto e quelle in corso di realizzazione.

Soddisfazione per l’esposto da parte del Comitato in Difesa del Ponte che parla di “un nuovo atto formale che dà più forza alla difesa del nostro patrimonio storico“. Il Comitato precisa poi che “tutte le contestazioni mosse contro i lavori per la passerella sono appunti nel merito e mai attacchi alla storia personale di chi sostiene l’opera. Lo stesso non si può dire del fronte opposto. La difesa dei lavori, oltre al desueto “la Soprintendenza ha detto che è tutto a posto”, è stata impostata tutta sulla denigrazione, dipingendoci come snob reazionari, allergici a tutto ciò che è cambiamento e influenzati da interessi personali. Atteggiamento offensivo oltre che indizio di profonda insicurezza“. Anche il Comitato nelle scorse settimane aveva depositato un esposto. “Attendiamo dunque certi di aver fatto quello che potevamo fare, con i mezzi leciti concessi ad ogni cittadino preoccupato per ciò che avviene nella sua comunità” conclude la nota.

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