domenica 20 gennaio 2019
di Icaro Sport   
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sab 19 ago 2017 11:42 ~ ultimo agg. 14:09
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Chiamateli “Splash”, chiamateli “Blues”, chiamateli come a voi pare. I Brothers di Santarcangelo Francesco Fusco e Christopher Dini sono pronti un altro anno a calcare il parquet del PalaSGR, a divertirsi e a far divertire.
Una storia quasi d’amore la loro che parte da lontano, dalle giovanili IBR, quando si sono incontrati e non si sono più voluti lasciare.

Due giocatori che la passata stagione hanno fatto tutta la differenza del mondo, sono migliorati e molto spesso si sono portati sulle spalle squadra e palazzetto. Talento, fisico, voglia, passione e tanto altro. Questi sono i due fratelli. E Santarcangelo non poteva e non potrà assolutamente farne a meno.

Abbiamo realizzato una doppia intervista ai due giovani classe ’96, che si sono sbizzarriti, anche in frasi sdolcinate l’uno per l’altro.

Dopo una stagione fantastica, siete pronti a ripartire. Quanto ci avete messo a dire sì un altro anno?
Francesco: “Non ci ho pensato neanche un secondo perché abbiamo creato un gruppo fantastico con un affiatamento incredibile, ho trovato un feeling pazzesco con Massimo (Bernardi, ndr), nonostante l’avvio un po’ travagliato e ho una stima infinita nei suoi confronti. Ora sono consapevole che se ho qualche chance di arrivare in alto, sarà lui l’artefice.”
Christopher: “Già sapevo dalla scorsa stagione che sarei rimasto. Aspettavo soltanto la riconferma da parte dell’allenatore anche perché non potevo perdermi l’opportunità di fare un altro anno a fianco a Franci.”

Vi aspettavate una stagione così vincente con solo una sconfitta all’attivo?
Francesco: “Sinceramente sapevo che potevamo fare bene perché avevamo una gran squadra soprattutto grazie ai meno giovani con Sapo, Ste, Raffo e Tom. Però non mi aspettavo un dominio così grande in campionato, anche se poi abbiamo perso le coppe.”
Christopher: “Sinceramente l’anno scorso eravamo una squadra molto giovane che con l’innesto di giocatori un po’ meno giovani si è riuscita a creare una bella amalgama. Eravamo un bel gruppo soprattutto grazie all’allenatore che ha cercato di inculcare la sua mentalità di gioco e vincente. Anche se all’inizio non sapevamo dove potevamo arrivare, sapevamo che se avessimo messo il nostro 100 avremmo potuto toglierci delle soddisfazione. Purtroppo la nostra poca maturità cestistica si è vista nelle partite più importanti perdendo due finali, ma alla fine va bene così vincendo un campionato.”

Quanto vi sentite migliorati rispetto a quella precedente? E in cosa?
Francesco: “Mi sento molto migliorato perché massimo mi ha aggiunto fondamentali che non avevo come 1vs1 e arresto e tiro. Lui mi ha trovato qualità che non avevo come i piedi veloci. Pensavo di essere il classico centro che non si muove, invece mi ha fatto scoprire di avere qualcosa in più.”
Christopher: “L’anno scorso non ero più il più piccolo quindi le cose si sono invertite. Avevo responsabilità maggiori e Massimo è stato chiaro fin da subito con questo. Avendole insieme alla fiducia del Coach ho potuto sviluppare nuove qualità grazie al suo apporto ed essere sempre pronto alla causa quando mi chiamava.”

Quanto è stato importante Massimo Bernardi nella cavalcata e nel vostro percorso personale?
Francesco: “Massimo è stato fondamentale perché ti mette una grinta, una voglia di giocare, di fare, di allenarti. Una botta di aria fresca, una botta di vita. È stato fondamentale. Il 50% l’ha fatto la squadra e il 50% l’ha fatto lui.”
Christopher: “È un grande allenatore. E come ho detto prima lui è il numero 1 a dare fiducia al singolo giocatore. Sa come comportarsi anche in modo differente con ognuno. Sa tirare fuori il meglio dal singolo e inserirlo in un contesto di squadra. È stato l’uomo fondamentale per la cavalcata per la squadra sia a livello personale.”

Squadra rinforzata da due giocatori che conoscete “abbastanza” bene. Cosa potranno dare in più Riccardo e Picio?
Francesco: “Li conosco da una vita. Picio da quando gioco nelle giovanili e nell’U19, abbiamo un grandissimo legame. Siamo un sacco amici, ci vogliamo un sacco di bene. Anche con Richi, è un grandissimo amico che conosco da una vita. Abbiamo fatto le finali nazionali insieme anche con Christopher. Daranno un grandissimo contributo. Picio d’esperienza perché è stato protagonista sia in B e poi in C. Poi è il mio stimolo. So che farà benissimo quest’anno. Richi è un grande talento, grande esplosività, sempre sopra il ferro, voglia di fare, ha migliorato in tutto, ha messo a posto la testa. È venuto a Santarcangelo per mettersi in gioco e gli auguro di riuscirci bene.”
Christopher: “Sono veramente contento di poter ritrovare due amici con cui ho condiviso bellissimi momenti. Sono molto felice di poter giocare con Riccardo con il quale avevamo preso strade differenti per cause di forza maggiore. Picio lo conoscono tutti, è un pazzo scatenato. Sono i classici giocatori che piacciono a Massimo. Sono sicuro che si inseriranno al meglio. Picio ha giocato anche in campionati superiori e la sua esperienza sarà fondamentale sia a livello fisico che di esperienza. Con Richi ho sempre giocato insieme da piccoli, mentre negli ultimi ci siamo affrontati da avversari. È sempre meglio averlo con la stessa casacca che contro dato che è migliorato tantissimo.”

Obiettivi personali e di squadra?
Francesco: “Obiettivo personale è quello di confermarmi come giocatore, di poter e dover dire ancora la mia e di dimostrare a tutto il basket che ci sono anch’io, di migliorare, di rimanere in questo gruppo e di trovare sempre più feeling anche se ne abbiamo già tantissimo. Poi di migliorare io personalmente e di diventare un giocatore completo sviluppandomi fisicamente. Per gli obiettivi di squadra, tutti speravamo in un doppio salto di categoria in C Gold, invece è arrivata la C Silver. Va benissimo così, ma adesso vogliamo puntare anche quest’anno alla promozione.”
Christopher: “Obiettivi di squadra si pensa sempre a fare un buon campionato. Con la mentalità di Massimo che ci andrà a inculcare e con la sua volontà potremo arrivare ai piani alti. Per gli obiettivi personali mi voglio migliorare ancora per fare un ulteriore salto di qualità.”

Paolo Carasso tempo fa ha detto che questa deve essere la vostra stagione della consacrazione ulteriore. Cosa vi sentite di dire?
Francesco: “Con Paolo ho parlato qualche giorno e lui mi ha detto questa frase. Siamo giovani, ma non giovanissimi. Io e Chris dobbiamo dimostrare quello che valiamo, dobbiamo dare il massimo senza scuse. Io sono il primo che vuole dimostrare e darò il massimo per fare bene.”
Christopher: “Questo è l’anno della consacrazione è vero. Insieme a Massimo voglio vedere dove posso arrivare, oltre quali confini posso spingermi.”

Francesco: “Giocare ancora con Chris sarà sempre come la prima volta. È da quando abbiamo 14 anni che giochiamo insieme. Siamo sempre stati benissimo, non abbiamo mai litigato e sarà sicuramente una delle cose più belle di quest’anno.”
Christopher: “È stato una delle cose che mi ha fatto scegliere felicemente di rimanere un altro anno. Gli voglio un gran bene e sono veramente felice di fare un altro anno con Franci. È come un fratello e fa sempre piacere giocare con personaggi così.”

Prima di chiudere questo articolo vorrei fare un inciso. In un passato non troppo remoto ho vissuto personalmente in spogliatoio sia Christopher sia Francesco, per me ovviamente Chris e Franci. Ho allacciato le scarpette al loro fianco e posso assicurare a qualunque tifoso, ma anche a qualunque persona sulla faccia della Terra, che oltre ad essere due professionisti, due giocatori che danno il cento per cento in ogni allenamento, sono due ragazzi umanamente splendidi. Umiltà, passione, amicizia e divertimento li contraddistinguono. Sono sempre pronti a porgere una mano (o un pallone sul parquet). Sono sempre pronti a tirarti su di morale quando ne hai bisogno. Sono i perfetti compagni di spogliatoio che fanno grande una squadra.
Oggi nella pallacanestro si vedono sempre più fenomeni che vogliono fare i fenomeni. E questo è tutto quello che lo sport e il basket in particolare non insegna. Si è squadra prima di tutto. Si è gruppo. E non c’è SuperIo nietzschesco che possa scavalcare un compagno.
Loro sono i perfetti esempi di come si possa costruire qualcosa di vincente a cominciare dall’allacciata di scarpe prima di ogni allenamento e prima di ogni partita. Con il sorriso, che è la cosa più importante. Cento ce ne fossero. E sarebbero anche pochi.

Mi scuso per l’esposto a tutti voi rivolto, ma questi due ragazzi se lo meritano tutto.

Cristian Tartaglia

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