giovedì 17 gennaio 2019
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mer 3 mag 2017 12:11 ~ ultimo agg. 18:03
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Il Tribunale di Rimini, sezione unica civile, si è pronunciato ieri sulle prime tredici delle 817 cause promosse nei confronti dell’Amministrazione Comunale dai cittadini residenti nel V Peep Ausa, in merito alla richiesta dei maggiori oneri di esproprio e la corresponsione di somme per l’eliminazione dei vincoli di inalienabilità per gli alloggi del comprensorio. Il Tribunale ha rigettato e dichiarato inammissibili tutte le domande avanzate da parti attrici, condannandole inoltre al rimborso delle spese di lite, riconoscendo così la piena legittimità degli atti emessi dall’amministrazione comunale. Nello specifico, il Tribunale ha dichiarato che sono dovute al Comune di Rimini le somme richieste a titolo di recupero dei maggiori oneri per l’acquisizione delle aree del V Peep Ausa e che permane il vincolo del prezzo massimo di cessione delle rispettive unità immobiliari, concludendo per l’inammissibilità della domanda volta a riconoscere l’erroneità della quantificazione disposta dal Comune con riferimento alla proposta di corrispettivi per l’eliminazione dei vincoli di inalienabilità.

Pur a risultato parziale, dall’Amministrazione comunale “soddisfazione soprattutto perché viene confermato il giusto operato dei funzionari nel contesto di una vicenda molto complessa. D’altra parte però c’è il rammarico per le opportunità, generate dall’attività dell’Amministrazione attraverso l’emendamento Siani-Petitti, che solo in piccolissima parte sono state colte dai cittadini del V Peep, che oggi si trovano non solo a vedere rigettate le proprie richieste, ma anche a sostenere le spese di lite”.

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