martedì 19 febbraio 2019
di Redazione   
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ven 5 mag 2017 19:26 ~ ultimo agg. 19:27
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Era stato lui, raccogliendo poi le firme di tutta la minoranza, a chiedere la seduta tematica di ieri sera sulla questione nomadi. E oggi Gioenzo Renzi di Fratelli d’Italia non arretra di un passo nelle critiche all’Amministrazione Comunale per la gestione della vicenda.

“Anche nella seduta del Consiglio Comunale di ieri sera da noi chiesta per chiedere “trasparenza della Amministrazione Comunale sul progetto nomadi” non si sono avute dal Sindaco Gnassi e dall’Ass. Lisi le risposte chiare e precise alle nostre domande poste con una mozione e l’ODG. Il Campo nomadi di Via Islanda, illegale e vergognoso da decenni, va chiuso senza dubbio e senza tacere i responsabili, ma la soluzione non è mettere sottosopra la città scatenando la rivolta dei cittadini preoccupati per la sicurezza e il degrado delle zone indicate per le micro aree famigliari nomadi, per attuare la sperimentazione promossa dalla nuova legge regionale 11/2015, dopo il fallimento della precedente legge regionale 47/88 che sosteneva invece la realizzazione dei campi di sosta e di transito per i nomadi. Come si può pensare seriamente che l’Amministrazione Comunale possa permanentemente vigilare e controllare le sette aree micro famigliari e il rispetto delle convenzioni dai nomadi ?. Dopo i 500 milioni spesi nel 2000 per la chiusura del campo di Via Portogallo, senza aggiungere tutte le spese sostenute fino ad oggi, l’Amministrazione Gnassi continua sulla strada dell’assistenzialismo e del trattamento preferenziale ai nomadi”.

Oltre alle spese, che Renzi stima in un milione di euro, “per la realizzazione delle previste sette micro aree famigliari vengono concesse in via straordinaria le deroghe urbanistiche alle aree destinate a verde e vengono regolarizzate tutte le micro aree abusive realizzate prima della entrata in vigore della nuova legge regionale ( 1 Agosto 2015) e acquisite al patrimonio del Comune”.

Conclusione. O le famiglie nomadi si pagano le spese per i terreni e la costruzione degli alloggi o devono “fare richiesta di alloggio popolare come fanno tutte le famiglie riminesi”.

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