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Nomadi. Renzi (FdI): “la soluzione non è mettere sottosopra la città”

PoliticaRimini

5 maggio 2017, 19:26

RLa sentenza del Tar Emilia Romagna che accoglie il ricorso per annullare la delibera del Consiglio Comunale del 26.3.2013 di diniego del Piano Particolareggiato di iniziativa privata “Via Borghi” a Santa Giustina e l’approvazione del Master Plan Strategico in base al quale è stato bocciato il Piano Particolareggiato conferma anche questa volta l’avevamo detto in Consiglio, e scritto nel Comunicati Stampa del 27.3.2013. ( all.to). Il voto contrario del Sindaco e dei consiglieri di maggioranza ai due Piani Particolareggiati di “Via Borghi” e “Celle” era stato motivato politicamente perchè nei due piani attuativi del PRG “non si rilevano sostanziali ed evidenti elementi di coerenza e compatibilità“ con le finalità descritte dal cosidetto Masterplan. Sottolineavo che “il Masterplan è solo un atto di indirizzo e non uno strumento di pianificazione urbanistica”, come da L.R- ER 20/2000, tanto meno sovraordinato al PRG-PSC-RUE. Le valutazioni dei piani particolareggiati mediante la cosiddetta “ matrice di controllo” con gli obiettivi del Masterplan, non avevano fondamento giuridico ma erano giustificate solo con criteri politici. Lo stesso richiamo nelle Delibere alle Norme Transitorie del PSC, adottate come “legittime”dalla maggioranza di sinistra in Consiglio Comunale il 29.3.2011 con Gnassi Segretario del PDS per ragioni elettorali, riguardanti i piani presentati per l’approvazione prima del 1.7.2010, in base alle quali “i due particolareggiati non sono considerati in contrasto con il PSC” , venivano allora disattese sempre dalla maggioranza di sinistra con Gnassi Sindaco, con rischio di discriminazione tra i cittadini, Sostenevo che l’Amministrazione Comunale invece di dedicarsi a fantasiosi esercizi grafici colorati come il Masterplan che non aveva nessun fondamento giuridico di applicabilità, doveva procedere con l’approvazione definitiva dei Piani adottati PSC-RUE, debitamente rivisti e corretti, come unica strada percorribile per potere giungere all’approvazione dei Piani Particolareggiati del vecchio PRG ad esso “ conformi”, per evitare i probabili contenziosi. Invece si è perso altro tempo e risorse pubbliche, stipendi pagati a dirigenti e tecnici per la redazione del Masterplan, un mero atto di indirizzo che non poteva variare assolutamente gli strumenti urbanistici per di più solamente adottati, si sono dovuti aspettare 5 anni dall’adozione fino al febbraio-marzo 2016 per l’approvazione definitiva degli strumenti urbanistici, senza contrastare nel frattempo la scomparsa del 50 % delle imprese edili, la perdita della metà dei posti di lavoro, e senza agevolare nel frattempo la riqualificazione urbana.

in foto: Renzi in aula

Era stato lui, raccogliendo poi le firme di tutta la minoranza, a chiedere la seduta tematica di ieri sera sulla questione nomadi. E oggi Gioenzo Renzi di Fratelli d’Italia non arretra di un passo nelle critiche all’Amministrazione Comunale per la gestione della vicenda.

“Anche nella seduta del Consiglio Comunale di ieri sera da noi chiesta per chiedere “trasparenza della Amministrazione Comunale sul progetto nomadi” non si sono avute dal Sindaco Gnassi e dall’Ass. Lisi le risposte chiare e precise alle nostre domande poste con una mozione e l’ODG. Il Campo nomadi di Via Islanda, illegale e vergognoso da decenni, va chiuso senza dubbio e senza tacere i responsabili, ma la soluzione non è mettere sottosopra la città scatenando la rivolta dei cittadini preoccupati per la sicurezza e il degrado delle zone indicate per le micro aree famigliari nomadi, per attuare la sperimentazione promossa dalla nuova legge regionale 11/2015, dopo il fallimento della precedente legge regionale 47/88 che sosteneva invece la realizzazione dei campi di sosta e di transito per i nomadi. Come si può pensare seriamente che l’Amministrazione Comunale possa permanentemente vigilare e controllare le sette aree micro famigliari e il rispetto delle convenzioni dai nomadi ?. Dopo i 500 milioni spesi nel 2000 per la chiusura del campo di Via Portogallo, senza aggiungere tutte le spese sostenute fino ad oggi, l’Amministrazione Gnassi continua sulla strada dell’assistenzialismo e del trattamento preferenziale ai nomadi”.

Oltre alle spese, che Renzi stima in un milione di euro, “per la realizzazione delle previste sette micro aree famigliari vengono concesse in via straordinaria le deroghe urbanistiche alle aree destinate a verde e vengono regolarizzate tutte le micro aree abusive realizzate prima della entrata in vigore della nuova legge regionale ( 1 Agosto 2015) e acquisite al patrimonio del Comune”.

Conclusione. O le famiglie nomadi si pagano le spese per i terreni e la costruzione degli alloggi o devono “fare richiesta di alloggio popolare come fanno tutte le famiglie riminesi”.

Redazione Newsrimini

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