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di Simona Mulazzani   
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mar 9 mag 2017 14:20
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C’è anche la caserma Giulio Cesare e alcuni terreni necessari per il completamento del progetto Tiberio e il ponte romano di via san Vito, tra i dodici beni demaniali che il comune di Rimini intende acquisire dallo Stato. La V Commissione ha dato parere favorevole alla proposta di delibera per l’acquisizione.

I beni a cui il Comune è interessato rientrano tra quelli per cui già da mesi è stato avviato l’iter di attribuzione sfruttando l’opportunità offerta dal decreto “Federalismo demaniale”

Rientrano nell’elenco alcuni frustoli residuali della marina; alcune porzioni statali di strade realizzate e gestite dal Comune (in via Predil, via Tonale, via Carlo Alberto Dalla Chiesa); le aree ricomprese nel parco XXV Aprile tra il Ponte di Tiberio e la SS16, necessarie per il completamento del progetto Tiberio; il ponte romano in via San Vito, un bene archeologico inserito all’interno di aree già di proprietà comunale. Infine la Caserma Giulio Cesare di via Flaminia, “ritenuta interessante per una possibile valorizzazione” e un negozio e due posti auto a Celle.

Si tratta di porzioni di aree e di immobili che sono utili per avere a completa disposizione dei beni su cui intervenire in termini di riqualificazione – sottolinea l’assessore al Patrimonio Gian Luca Brasini – e capaci di trasformarsi in leve di sviluppo e pianificazione strategica importanti per la città”.

Nel marzo scorso è stato ufficializzato il trasferimento al Comune del cosiddetto “triangolone”, ovvero l’area compresa tra viale Cristoforo Colombo, Lungomare Tintori, Largo Boscovich, che è stata prima sdemanializzata per poi essere ceduta all’Amministrazione. Un altro tratto del lungomare sarà a breve a disposizione dell’Amministrazione Comunale: si tratta di alcuni piccoli frustoli a monte del lungomare Spadazzi (già di  proprietà comunale) in corso di sdemanializzazione per la cessione.

Dopo la votazione della proposta di delibera, la Commissione ha discusso la mozione presentata dal consigliere Carlo Rufo Spina sulla destinazione della Casa della pace ad ampiamento del museo.

 

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