lunedì 21 gennaio 2019
In foto: Leonardo Corbucci e Laura Fincato di AiRiminum
di Andrea Polazzi   
lettura: 2 minuti
lun 15 mag 2017 14:55 ~ ultimo agg. 16 mag 13:22
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Il 2017 per il Fellini si dovrebbe concludere con oltre 300mila passeggeri rispetto ai 240mila dello scorso anno. Numeri che possono apparire distanti dai 920mila del 2011 ma, puntualizza l’amministratore delegato di AiRiminum Leonardo Corbucci, nei 5 anni d’oro della gestione Aeradria sono stati spesi 55 milioni di euro e solo per Ryanair si spendevano 41 euro a passeggero. “Noi siamo dei privati e il confronto deve essere fatto con il momento in cui siamo arrivati – dice – e l’aeroporto all’epoca era chiuso. Zero passeggeri“. L’Ad mette in risalto i positivi dati di bilancio che porteranno a chiudere l’anno in corso con 31 euro di ricavo a passeggero rispetto ai 21 del 2016. “Se non siamo falliti nei primi due anni – dice ancora Corbucci – state certi che non falliremo nei prossimi. Questi anni difficili ci hanno dato, insieme all’entusiasmo, anche più grinta“.

Sul piatto c’è però il come l’aeroporto crescerà e il quanto ci vorrà per farlo. E tutto dipenderà dalla risposta del territorio, inteso in senso vasto. Gli interlocutori per AiRiminum sono i privati, gli operatori del settore ma anche gli altri aeroporti di dimensioni simili: da Ancona a Perugia passando, quando riaprirà, da Forlì. Niente guerra, la parola d’ordine per conquistare mercati e passeggeri deve essere per i gestori del Fellini la sinergia. L’idea è quella di una piattaforma Adriatica che unisca Romagna, Marche e Umbria.

Tre i mercati individuati da AiRiminum come strategici: la Germania, la Cina e la Russia. “E su questi la piattaforma Adriatica centrale intercetta – spiega la società – solo il 4% dei 16 milioni di arrivi annui in Italia“. Ma, ricorda Corbucci, ad esempio i collegamenti con la Cina sono regolati da accordi bilaterali e al momento solo Roma e Milano hanno questi voli. L’obiettivo potrebbe essere diventare, dopo Venezia, la quarta realtà italiana ad averne.

Tre le proposte di AiRiminum: rinnovare il prodotto turistico per renderlo più appetibile per queste zone, rendere il territorio più accessibile (e questo significa collegamenti aerei) ed essere in grado di promuoverlo in maniera puntuale.

Capitolo low cost. Corbucci spiega di essersi già seduto al tavolo con tutte le compagnie e “sicuramente questi collegamenti torneranno a Rimini” dice. Se saranno due o 30 dipenderà, come sempre, dall’interesse del territorio.

Noi proponiamo un progetto di crescita” dice la presidente Laura Fincato “ma se i privati non ci staranno, continueremo a fare il nostro lavoro che è gestire l’aeroporto per i prossimi 30 anni. E abbiamo dimostrato, numeri alla mano, di essere in grado di farlo bene.

Corbucci annuncia anche la prossima firma (sarà apposta a giugno) su un accordo di 5 anni con l’aeroporto di San Pietroburgo e il locale ministero del turismo.

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