lunedì 21 gennaio 2019
In foto: la ex camera del lavoro di Riccione
di Redazione   
lettura: 2 minuti
sab 29 apr 2017 18:32 ~ ultimo agg. 18:29
Print Friendly, PDF & Email
2 min
Print Friendly, PDF & Email

Da originaria sede della Camera del Lavoro a futura Casa della Solidarietà. Questo il progetto della candidata sindaco Sabrina Vescovi che proprio di fronte alla struttura, in viale Ceccarini 191, ha posizionato il comitato elettorale. “Quella struttura – spiega la Vescovi – è stata costruita dai riccionesi nel loro tempo libero, chi mettendoci soldi propri chi firmando cambiali. Riccione merita che torni ad essere un suo presidio sociale strategico. Uno spazio per la consulta della solidarietà e per le tante associazioni di volontariato impegnate sul territorio, indispensabili supporti dell’azione amministrativa. Un’impagabile ricchezza per una città che si sta seriamente impoverendo.” La ex Camera del Lavoro è chiusa da quanto la precedente amministrazione l’ha messa in vendita a 3 milioni e 300mila euro e necessita ormai di riqualificazione. “Se domani mattina – prosegue la Vescovi – arrivasse qualcuno pronto ad acquistare la palazzina a quella cifra sarebbe il benvenuto. Anche se comunque con parte di quei soldi sarebbe giusto restituire quel che è stato tolto alle associazioni. Ma siccome riteniamo che quella della vendita sia un’ipotesi improbabile ci adopereremo per riaprire quanto prima possibile le porte dell’ex Camera del Lavoro, riqualificandola come Casa della Solidarietà. E’ giusto restituirle la sua funzione sociale”.
Nei suoi incontri con le associazioni che si occupano di volontariato la candidata della coalizione di centro sinistra dice di aver raccolto una forte richiesta di un dialogo costruttivo con la prossima amministrazione: “Il sostegno può essere di diverso tipo, non solo economico, ma anche organizzativo o strutturale. Occorre rimettere al centro l’ascolto e il confronto. Ed è da qui che ripartiremo”.


 

Per la candidata ed ex sindaco Renata Tosi si tratta di una “proposta demagogica e assolutamente fuorviante destinare la ex sede della CGIL ad accogliere una fantomatica casa della solidarietà. Abbiamo aperto alla disponibilità di tutte le associazioni gli spazi comunali rendendoli luoghi di aggregazione e di servizio sociale. Una diversa destinazione della ex Camera del Lavoro non andrebbe a risolvere alcun problema o esigenza, visto che all’associazionismo e al volontario sono stati dedicati ampi spazi e migliori opportunità.
La Tosi parla di “una boutade elettorale che si propone solo come soluzione aleatoria e poco credibile. Fermo restando che, pur considerando il valore simbolico dell’edificio, quell’immobile rientra nel quadro dei beni alienabili del patrimonio della città.” E ancora: “lanciare proposte ad effetto solo demagogico e populista, serve unicamente a conquistare qualche voto, ma non certo a tenere insieme elementi fondanti della nostra comunità come il volontariato e il sostegno solidale.

Notizie correlate
di Redazione
di Redazione
Meteo Rimini
Previsioni Emilia Romagna