venerdì 18 gennaio 2019
di Maurizio Ceccarini   
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lun 24 apr 2017 16:34 ~ ultimo agg. 25 apr 11:04
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Su quello che ancora si potrà decidere per mitigare l’impatto urbano del TRC, Renata Tosi intende chiamare i cittadini a un referendum: “Quello sgarbo esagerato, enorme che viene ancora molto sentito di non avere concesso il referendum per me deve essere sanato con una consultazione popolare affinché si decida tutti insieme come in un qualche modo andare a risolvere il problema TRC”. A partire da come abbellire il tracciato. Lo ha detto oggi alla conferenza stampa di presentazione della lista di Forza Italia, una di quelle della sua coalizione. “Il concetto del mezzo pubblico è stato martoriato dalla realizzazione di un’infrastruttura eccessiva, pesante e che costituisce per Riccione una grande ferita”.

Non si fa pregare Renata Tosi a replicare alle accuse di Patto Civico di avere voluto tenere il TRC “il più brutto possibile a imperitura memoria del PD”. Primo bersaglio, Maurizio Pruccoli ex assessore nella giunta Pironi e oggi candidato con patto Civico che all’epoca, ricorda la Tosi, magnificò l’opera. Ma lo stesso Patto Civico per la Tosi è ben poco credibile quando a Rimini sta con Gnassi che difende il TRC mentre a Riccione lo definisce uno scempio.

“Rendere il TRC più brutto di quanto è credo che sia impossibile. In ogni caso io sfido chiunque, poi in campagna prenderemo anche i documenti alla mano: quello è il TRC del 1995, Renata Tosi non ci ha messo assolutamente niente per poterlo rendere più brutto. Abbiamo veramente fatto con le mani e coi piedi affinché non fosse realizzato il muro, che è la grande ferita che rimarrà indelebile in questa città”.

E non c’è rendering che tenga, rincara la Tosi: “Tre anni fa Ubaldi, che oggi è nella cordata di Patto Civico, faceva vedere dei disegnini nei quali non dovevano preoccuparsi i riccionesi della realizzazione del TRC perché il muro sarebbe stato una sciocchezza, muri trasparenti piuttosto che particolarmente bassi. I muri che vedete oggi sono esattamente quelli pensati, progettati e oggi realizzati. Io non ci ho messo veramente nulla del mio, avrei voluto mettercene ma non per realizzarli: proprio per non farli”. “E’ la prima campagna elettorale che io vado a fare dove non lo si deve neanche spiegare e immaginare: oggi è lì, ferita come poche in questa città”.

E la Tosi mette in dubbio anche il futuro dell’opera: “Non sappiamo come va a finire e soprattutto non sappiamo come sorreggerlo. Io ho tenuto in questi anni e non ho dato un centesimo in più rispetto alle richieste e alle recriminazioni di Agenzia Mobilità per la realizzazione di quell’opera, ricordo che mancano dieci milioni di euro. E tutte le volte nel comitato avanzavano un nuovo bilancio per rimettere a carico dei cittadini riccionesi altre somme, e io ho tenuto. E vorrei invece sapere gli altri cosa faranno”. “Io ho già inoltrato la richiesta di recesso dalla società Agenzia Mobilità, perché ce ne sono i termini giuridici e perché ce ne sono anche gli interessi particolari di Riccione. Vediamo se loro tengono ancora il recesso o se restano schiavi di un PD che ha guardato e guarda solo gli interessi di partito e non certamente al bene della città”.

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