lunedì 21 gennaio 2019
di Redazione   
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ven 28 apr 2017 19:24 ~ ultimo agg. 29 apr 19:35
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Arrivano all’Ufficio antidiscriminazione del Ministero le polemiche sul trasferimento di una famiglia sinti in una palazzina di Santa Aquilina. Scrive il consigliere comunale della Lega Nord Matteo Zoccarato su Facebook: “Mentre Gnassi & company continuano a lavorare dentro le stanze oscure per scegliere quelle che al momento (perchè ogni settimana la linea cambia), sembrano essere 7 microaree, le famiglie che hanno concesso “gentilmente” di essere ricollocate in abitazioni convenzionali, cominciano ì traslochi. Si perchè, proprio in questi giorni, alcuni di questi nuclei familiari si stanno accasando a Sant’Aquilina. Non in appartamenti “popolari”. Ma bensì in un complesso residenziale privato signorile, e di recente costruzione, dove ACER ha rilevato 3 appartamenti all’asta fallimentare! Appartamenti di alto livello, con finiture di pregio, pannelli solari e riscaldamento a pavimento”.

“L’amministrazione comunale non ha minimamente avvisato ì proprietari privati degli appartamenti adiacenti”, rincara Zoccarato. “Alla faccia di chi aspetta da anni una sistemazione “decente”; alla faccia di chi sta per essere sfrattato perchè non riesce neanche a pagare un canone calmierato”.

Si tratta del trasferimento in un alloggio, acquisito da Acer all’asta, destinato a emergenza abitativa di una famiglia italiana di origine Sinti: moglie, marito, un figlio di 15 anni e uno di 3. In merito al quale il vicesindaco Gloria Lisi specifica: Quell’alloggio è destinato, come altri 58 nel comune di Rimini, all’emergenza abitativa, ovvero a quelle famiglie o a quei cittadini che, in un particolare frangente della loro vita, necessitano per legge di un aiuto temporaneo della comunità per ritrovare una progressiva autonomia. Si tratta di persone in carico ai servizi del territorio, già seguite da assistenti sociali del Comune o dell’Ausl, che si trovano in difficoltà sul piano della gestione della vita quotidiana e senza aiuto da parte dei familiari. Tra esse rientrano quotidianamente utenti dei servizi di salute mentale, del Sert, della tutela minori, ma anche anziani o persone con disagio psicosociale o che rientrano nelle “nuove vulnerabilità” (madri sole, padri separati, disoccupati causa crisi con minori a carico o ultra cinquantacinquenni, ex detenuti). Con ognuno di loro si predispone un progetto individualizzato predisposto dai servizi specialstici e valutato da una equipe formata da referenti dei servizi sociali e dell’Ausl. In questo caso si tratta di padre italiano, madre, e due figli minori”.

La Lisi fa sapere che saranno segnalate all’ufficio anti discriminazione razziale del Ministero dell’interno le dichiarazioni del consigliere Zoccarato, in quanto persona che ricopre carica elettiva.“In più di sei anni da amministratore pubblico non mi sono mai ritrovata a dover mettere in discussione un principio sacrosanto di civiltà, per giunta stabilito per legge, come quello dell’aiuto a persone in difficoltà attraverso la misura dell’emergenza abitativa. Che peraltro è temporanea. Ma evidentemente si impara sempre qualcosa. E da adesso in poi, seguendo il ragionamento di Zoccarato, vale il principio che ‘i poveri, i drogati, i matti, gli sfigati’ meritino nulla o, al massimo, un giaciglio di paglia sotto a un ponte e poi si arrangino. Il nuovo modello dei servizi sociali griffato verde lega potrebbe essere questo. Ma non dite che è razzismo, per carità”.

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