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Educaid e il PeerCouncelling

InternazionaleVita Associativa

1 aprile 2017, 07:17

in foto: Il manuale di Peer Counselling pubblicato da EducAid (versione in lingua araba)

Si è conclusa venerdì scorso, 24 marzo, la missione in Palestina di una delegazione dell’organizzazione non governativa EducAid Onlus che ha visto la partecipazione del direttore Riccardo Sirri, della responsabile progetti Francesca Manzoni e del neo-responsabile disabilità e accessibilità Irid Domnori.

Alla missione ha partecipato, in qualità di formatore, anche il professor Giampiero Griffo, presidente della Rete Italiana disabilità e sviluppo (RIDS).

Obiettivo della missione, realizzata all’interno del progetto Peer to Peer (finanziato con fondi emergenza dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo – AICS) è formare persone con disabilità in grado di fornire una consulenza o supporto alla pari ai propri colleghi maggiormente in difficoltà in un contesto come quello della striscia di Gaza, dove la popolazione vive una situazione di isolamento continuo, aggravata dalla mancanza di energia elettrica ed acqua per gran parte della giornata. Inoltre una notevole quantità degli abitanti è stata seriamente provata dall’ultima operazione militare del 2014, Protective Edge, che ha causato oltre 2000 morti fra i civili e numerose migliaia di individui divenuti invalidi a causa dei massicci bombardamenti.

In questo contesto sono chiamati ad agire i consulenti alla pari scelti da EducAid in base all’esperienza acquisita in un progetto precedente, denominato Peer Resilience, nel quale individui disabili sono stati preparati da specialisti della Rete Italiana disabilità e sviluppo, a fornire consulenza ad al fine di aiutarli nel raggiungimento della propria autodeterminazione.

La consulenza alla pari, o Peercouncelling, è una metodologia innovativa nella quale l’individuo disabile svolge un ruolo cruciale: egli, infatti, è un soggetto che ha raggiunto la consapevolezza della propria disabilità ed è riuscito a convivere con essa mediante un processo di autodeterminazione. Egli, a sua volta, guida un altro individuo, mediante un rapporto alla pari determinato dalla medesima condizione di disabilità, verso il raggiungimento della stessa autodeterminazione. Il soggetto che si è autodeterminato e svolge tale ruolo di guida nel processo di peercouncellling è definito consulente, mentre si definisce consultante colui che viene guidato dal primo. Per quest’ultimo, il consulente costituisce la testimonianza vivente del successo nel raggiungimento del self-empowerment.

I corsi di formazione sono stati tenuti presso la città di Betlemme in quanto, per motivi di sicurezza, il soggiorno nelle ore notturne presso la Striscia di Gaza non è permesso al personale espatriato delle ONG. Di conseguenza, considerato che l’ingresso alla striscia di Gaza e l’uscita dalla stessa sono possibili entro le prime ore pomeridiane, si è dovuto organizzare l’attività formativa al di fuori della Striscia e richiedere permessi speciali di uscita per le persone con disabilità palestinesi di Gaza.

La formazione, tenuta dal presidente della RIDS Giampiero Griffo, ha avuto inizio lo scorso 18 marzo 2017.

 

 

“Il nostro obiettivo è fornire ai consulenti alla pari degli imput teorici in grado di aiutarli nel loro percorso di crescita – sostiene Griffo – alla luce delle informazioni raccolte durante questi giorni di formazione, posso affermare come ci sia sicuramente una notevole forza di volontà, da parte dei consulenti, nel voler proseguire con il percorso di consulenza alla pari anche al di fuori del progetto Peer Resilience appena concluso, come hanno testimoniato questi ultimi nel continuare a recarsi presso i consultanti al fine di incontrarli in momenti successivi al progetto medesimo. A testimonianza di questa forza di volontà, i consulenti hanno svolto un notevole lavoro nel momento in cui hanno avviato dei dialoghi con le famiglie medesime dei consultanti, al fine di far accettare la condizione di disabilità dei propri figli, aspetto non molto applicato nel peercouncelling, ma necessario in un contesto culturale come quello palestinese. Tuttavia, non essendo questi competenti per quanto concerne l’ambito psicologico, necessitano sicuramente di operare in collaborazione con il gruppo di esperti in materia, i quali hanno partecipato alle prime fasi della formazione, tenutesi nelle prime due giornate”.

 

Aggiunge Irid Domnori, “Quest’esperienza mi è servita molto per diversi motivi: in primo luogo ho avuto la possibilità di assistere direttamente alla formazione dei peer-councellors. In secondo luogo, ho potuto toccare con mano la realtà palestinese, ammirando il coraggio e la straordinaria forza di volontà che hanno in particolar modo le donne nel lottare affinché vengano tutelati i loro diritti, nonostante la triplice discriminazione di cui sono vittime: il fatto di essere donne, palestinesi e persone con disabilità. In questi giorni ho cercato di comprendere quale fosse il modus pensandi ed operandi delle persone palestinesi con disabilità, relativamente alla propria visione del self-empowerment. Sebbene non mi sia trovato sempre d’accordo con determinate visioni, non posso esprimere un giudizio sulle medesime, in quanto ogni popolo vive secondo quelli che sono i dettami delle proprie tradizioni e culture. In tutti i consulenti è molto presente un forte spirito di emancipazione e una decisa volontà a lottare allo scopo di far prevalere i propri diritti in quanto esseri umani appartenenti alla società esattamente come un qualsiasi individuo, perché la disabilità, come ci ricorda la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone in questione e come ribadisce sempre il Prof. Giampiero Griffo, non è altro che una condizione dettata dalle barriere sociali ed architettoniche costruite dalle società in cui viviamo. Ciascuno di noi può essere disabile nel momento in cui viene discriminato in una qualsiasi forma”.

 

“Per noi di EducAid – conclude Riccardo Sirri – è importante mettere in pratica il dettato della Convezione ONU sui diritti delle persone con disabilità (CDPD) che bene è sintetizzato nel motto della RIDS Niente Su Di Noi Senza Noi. Per questo se da un lato continuiamo a promuovere progetti di cooperazione internazionale che includano gli esperti della RIDS (persone con disabilità) come formatori e consulenti, dall’altro cerchiamo di includere le persone con disabilità anche nella nostra organizzazione all’interno del nostro staff. Questo perché siamo convinti che la loro presenza, il loro sguardo, il loro contributo ci permetta davvero di essere più inclusivi e dunque di mettere in campo progetti con un altissimo coefficiente di innovazione sociale. La collaborazione con Irid Domnori, incominciata 6 mesi fa con uno stage all’interno del Master su Diritti Umani, Migrazioni e Sviluppo di Ravenna (UNIBO), sta in questo modo continuando, e la missione in Palestina è stata una prima esperienza in situazione con una formidabile opportunità formativa: Giampiero Griffo, la persona che, probabilmente a livello mondiale, meglio incarna lo spirito inclusivo della CDPD applicata alla Cooperazione Internazionale. Stiamo investendo su Irid affinché possa diventare un esperto di disabilità nella Cooperazione Internazionale e così facendo pensiamo di dare il nostro contributo per migliorare la stessa Cooperazione Internazionale allo Sviluppo”.

Redazione RiminiSocial 2.0

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