lunedì 21 gennaio 2019
In foto: Paolo Maggioli, presidente Confindustria Romagna
di Redazione   
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ven 28 apr 2017 11:52 ~ ultimo agg. 12:00
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Confindustria Romagna interviene sulle prospettive di banca Carim alla luce dei recenti sviluppi indicando la strada di Crédit Agricole-Cariparma come quella con più opportunità.

“Come abbiamo avuto modo di dire in più occasioni, Banca Carim rappresenta per noi imprenditori un punto di riferimento per le imprese, per i cittadini, per le famiglie e per lo sviluppo dell’economia di tutto il territorio.

Il piano industriale dello scorso anno, fondato su basi orientate alla crescita, e la nuova impronta manageriale a partire dalla composizione del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, avevano aperto prospettive positive. Tanto che la nostra associazione sarebbe stata pronta a partecipare all’eventuale aumento di capitale che invece, come noto da notizie di cronaca, non è poi avvenuto.

Oggi si aprono nuovi scenari. Apprendendo la notizia dell’ufficializzazione dell’avvio da parte di Crédit Agricole S.A., attraverso la sua controllata italiana Crédit Agricole Cariparma S.p.A., delle discussioni preliminari con Banca d’Italia e Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi per la possibile acquisizione di Carim, insieme a Caricesena e Carismi, ci sembra che tra le varie opportunità emerse sia quella che dia maggiori opportunità per un piano industriale di rilancio della banca.

Ci troviamo davanti ad un momento di cambiamento sfidante che parte da lontano, da scenari internazionali e che coinvolge l’intero Paese per arrivare alla nostra regione dove si va delineando sempre di più un’ottica di area vasta e di sistema, sia nel pubblico che nel privato.

Le nostre imprese, in uno scenario economico che ancora non vede il pieno superamento della crisi, hanno bisogno di essere sostenute per crescere innovandosi ed internazionalizzandosi.

L’ importante è che si trovino soluzioni in tempi brevi percorrendo la strada che dia più garanzie per tutti: aziende, soci, correntisti, dipendenti. Ci auguriamo in particolare che il nuovo gruppo coniughi l’esigenza di essere di supporto alla Fondazione Carim al fine di permetterle di svolgere ancora la sua encomiabile attività nel sociale e in ambito culturale per lo sviluppo del territorio (come dimostrano anche i dati presentati giovedì 27 in occasione di approvazione del bilancio 2016) con quella di giocare un ruolo da protagonista nel sostegno al credito in un momento come questo in cui le sfide dell’economia sono sempre più impegnative”.

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