14 novembre 2018

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Vegan, I love you: a scuola di cucina raw, perchè andarci

Vegan, I love you: a scuola di cucina raw, perchè andarci

in foto: piatti vegan

Vegan, perchè? No, l’idea non è quella di convincervi a diventare vegani. Personalmente, non mangio carne da decenni e ho eliminato latte, derivati, e salumi da un bel pò. Tutto qua, ma non è questo il punto. Il punto è che  la cucina vegan gioca a favore di salute e benessere. Come se non bastasse, c’è poi l’aspetto etico che parla d’amore. Insomma, vale la pena conoscerla meglio e allora ho deciso di partecipare a un corso di cucina vegan. Ecco com’è andata.

 

Visto che cucinare non è la cosa che mi riesce meglio, mi sono guardata intorno un pò prima di scegliere il corso giusto per me. Non cercavo nulla di impegnativo, ma di serio sì. Fatta una breve indagine sul web, ho scelto di mettermi al volante in direzione Cesena. Qui ha sede Cooking Passion, una piccola scuola nata  non per moda alimentare, ma per creare un punto di incontro fra appassionati di cucina sana e sport, in due parole di cibi e bici (più info qui). E siccome amo fare attività fisica regolare, un motivo in più per non avere dubbi.

vegan

 

Il mio obiettivo era imparare una cucina vegan base, cioè fattibile per il mio livello. E infatti, in sole tre ore di corso, sotto la guida dello chef (e ciclista) Monia Amadori, ho imparato a preparare ben sei ricette, quel tanto che basta per non correre, last minute, alla mia gastronomia vegan di fiducia. Abbiamo cominciato preparando il latte di mandorle e lo tzaziki con cavolo viola (nella foto di copertina).

Tutto il buono della cucina vegan e raw

Essendo una cucina che predilige le basse temperature (max 42°), un attrezzo del mestiere indispensabile per la cucina raw è un buon frullatore quindi, se non l’avete, procuratevene subito uno. Ma quali sono i vantaggi di mangiare “crudo”? Parecchi. Ad esempio la cottura distrugge gli enzimi, importanti per la digestione. Il corpo si attrezza e li produce da sé, allora, ma questo gli costa molta energia. Ecco perchè dopo mangiato cibi cotti, così come raffinati, ci si sente stanchi!  Il cosiddetto raw food, invece, richiede un dispendio energetico minimo e così ci sentiamo più vitali. Insomma, tutto di guadagnato! Ma non solo: la temperatura superiore ai 42° distrugge anche le vitamine, mentre a temperature inferiori si preservano le sostanze nutritive, fibre incluse. E se ancora non vi basta, è un’alimentazione perfetta per mantenere il PH acido, alleato della prevenzione per la salute.

vegan-cheese

 

Il lavoro, con Monia, procede veloce. Ad ognuna di noi, in tutto 15 partecipanti, affida almeno un compito: tagliare, sminuzzare, filtrare, mescolare… ce n’è per tutte! Andiamo avanti spedite e sicure nella preparazione dei piatti, persino io mi sento incredibilmente a mio agio tra battilarde, coltelli e vari attrezzi del mestiere! I piatti che mi sono piaciuti di più, da preparare (e poi da mangiare), sono stati i formaggi vegan. E ne abbiamo preparati ben tre! A base di mandorle, una deliziosa ricotta arricchita con spezie e anacardi, e un formaggio di okara (è la polpa di mandorle frullata e filtrata). Infine anche uno spalmabile,  ma dal sapore deciso, a base di farina di ceci, yogurt, peperoncino e olive.

vegan-cheese

Dulcis in fundo, il dessert. Una cheescake, ovviamente vegan, al tofu, cioccolato e frutti rossi. Gli ingredienti utili sono ben di più in realtà, ma la preparazione è semplice. Basta un mixer e  il tempo di raffreddamento in frigo (ma Monia si è attrezzata con due abbattitori professionali per ridurre i tempi).

cake

 

Vegan Tips per cucinare a casa

a scuola di vegan food

Al posto del latte vaccino, da limitare sia per motivi di salute che etici, quali alternative? In casa, grazie al frullatore, si può preparare velocemente con le noci, i semi di zucca o di sesamo, o le mandorle. Qualsiasi sia la scelta, vanno tutti tenuti in ammollo per circa 8 ore. Per sostituire le uova, nei dolci e nei pani, invece, gli addensanti sono vari: purea di mela o banana, oppure di zucca o di patate, ma anche semi di chia o tofu naturale. Usate i legumi, invece, per impastare polpette e burger e la farina di ceci per tortini e frittate. Se avete deciso di sporcarvi le mani questi i prossimi corsi con Monia.  Se volete prima assaggiare la cucina vegan raw a questa pagina del blog trovate un paio di indirizzi utili. In ogni caso, a scuola o a ristorante, ne vale  la pena.

Sabrina Campanella

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