Rimini-Faenza 4-0, “Il buono, il brutto, il cattivo” secondo Baio

Rimini-Faenza

in foto: I giocatori biancorossi sotto la Curva Est (foto Poggi)

RIMINI-FAENZA 4-0, “IL BUONO, IL BRUTTO, IL CATTIVO” SECONDO BAIO

IL BUONO

La vendetta è servita. È bastata una mezzoretta per rendere molto più che pan per focaccia a quel Faenza che all’andata aveva sverniciato lo zero dalla casella sconfitte per i biancorossi. Quattro gol uno dietro l’altro, tutti nella prima frazione e la ripresa che diventa una formalità, sono il condensato di una gara che non ha mai avuto una storia, con i padroni di casa ancora una volta apparsi troppo superiori nei confronti di un’ avversario che ha provato ad affrontarli a viso aperto e proprio per questo ha pagato pesante dazio.
I ragazzi di Mastronicola hanno forse trovato il modo per tenere alto il proprio livello di attenzione e dare un senso a questo finale di stagione, fissare cioè un obiettivo che vada oltre alla promozione oramai relegata a poco più che una formalità ed una mera questione di tempo. Tra undici punti i biancorossi saranno matematicamente promossi, ecco allora che l’asticella è stata spostata ad un livello ancora superiore e quasi impensabile: aggiudicarsi tutte le partite da qui alla fine significherebbe non solo arrivare alla siderale tripla cifra di 100 punti, ma anche concludere un intero girone con solo vittorie al proprio attivo. Una bella sfida non c’è che dire! L’importante è non avvelenarsi il sangue più di tanto se la titanica impresa non dovesse riuscire… Si sa che dalle nostre parti siam bravissimi a cercar problemi anche dove non ci sono.

IL BRUTTO

Che noia, che barba. E adesso quali stimoli potrà trovare l’esigentissimo tifoso biancorosso per non cedere alle distrazioni della bella stagione che incombre e rimanere al fianco dei nostri ragazzi fino in fondo a questa avventura?
Il rischio che alcuni tifosi assuefatti a cotanta manifesta superiorità possano saltare giù dal carro giusto in tempo per far posto ai tipici partecipanti da vittoria acquisita, potrebbe essere molto forte. Complice ovviamente un contesto mal digerito e mai accettato del tutto.
L’iniziale “rigetto” al guardare in faccia ad una realtà cruda e tristissima potrebbe avere un effetto secondario anche nel momento della, seppur mai scontata, affermazione. Davanti a certi occhi, questa categoria non era degna di esser considerata, figuriamo adesso che l’abbiamo praticamente surclassata. Il mio amico e giornalista di grande levatura Cesare Trevisani ha detto: “Meno tracce lasceremo del nostro passaggio in Eccellenza e più sarò contento”. Opinione certamente condivisibilissima ma contenente insito in sè un pericolo latente, secondo me molto ad uso a queste latitudini, ossia la difficoltà del godere di quanto di buono si faccia, indipendentemente da dove lo si faccia.

IL CATTIVO

Meno di cinque anni fa, la Spal, storica società di Ferrara, stava per sparire dal panorama calcistico nazionale in seguito all’ennesimo fallimento. La Spal 2013 venne letteralmente rifondata da un imprenditore che da proprietario della Giacomense, piccolo club della provincia ferrarese, conferì il titolo sportivo dell’allora quarta serie (Lega Pro Seconda Divisione).
Bene, il resto è storia recentissima con l’incrocio dell’anno scorso con il Rimini nella Lega Pro unica, nel campionato poi vinto proprio dai biancazzurri dell’innovativo Mister Semplici. Sfide sempre molto sentite e mai banali quelle fra queste due piazze, con quasi sempre qualcosa di importante in palio oltre ad una antica rivalità. Ora però il vento dell’entusiasmo soffia tutto dalla parte dei ferraresi e li ha spinti fino al primo posto nella classifica di Serie B e quindi ad un passo dal paradiso.
Che dire? Complimenti alla Spal ed al suo pubblico che per tanto tempo ha masticazione amaro ma non ha mai abbandonato i propri colori.
E per noi biancorossi un po’ di invidia, tanta nostalgia e soprattutto, voglio sperare, un insegnamento: si può (e si deve) sempre sperare in un futuro migliore.

Baio

Icaro Sport

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