venerdì 18 gennaio 2019
di Redazione   
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mar 14 mar 2017 15:08
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Martedì 14 Marzo alle ore 17.30 si svolgerà a Casa Madiba Network un incontro pubblico con i medici volontari dello Sportello Salute per Tutti ad un anno dall’attivazione a Casa Andrea Gallo Rimini #perlautonomia di questo importante servizio che promuove e tutela la salute come diritto universale.

Sarà l’occasione per presentate insieme al Dott. Paolo Ottogalli, medico volontario dello Sportello, gli emergenti della piccola ma significativa inchiesta sugli accessi al servizio e per mettere a tema, insieme al Dott. Leonardo Montecchi, Direttore della Scuola Bleger e psichiatra volontario dello Sportello, l’importanza dei percorsi di supporto psicologico attivati all’interno dei gruppi operativi e in contesti di comunità autogestite che leggono il manifestarsi di questa tipologia di disagio (alcolismo, ludopatie, aggressività incontrollata) legato al contesto di vita e allo spaesamento provocato dalle migrazioni, dalle problematiche di natura economica e famigliare, dall’abbandono e razzismo istituzionale.

Parteciperanno anche: Vilma Mazza dell’Associazione Ya Basta – Caminantes e il Dott. Roberto Marinello Padova che ci presenteranno il progetto “Juntos para el derecho a la salud” e il Sistema Sanitario Autonomo zapatista, nato per rispondere alle discriminazioni e mancanza di cure per gli indigeni.

“Con loro parleremo insieme ai medici del nostro Sportello e a tutte le persone interessate dell’importanza dei progetti di autonomia sanitaria nati dal basso per rispondere ai bisogni delle nostre comunità – si legge nel comunicato stampa dell’associazione Rumori Sinistri – in un momento storico in cui su scala globale sono tante le persone escluse dall’assistenza sanitaria e dai servizi collegati in uno scenario politico e sociale in cui prevalgono pulsioni razziste ed escludenti e passioni tristi e dove la Salute e l’aspettativa di vita è sempre più collegata alle condizioni socioeconomiche”.

“Un incontro per fare il punto e rilanciare, per provare a collegare il lavoro sociale, le pratiche di mutualismo e solidarietà liberatrice – come avrebbe detto Don Gallo – che si sviluppano dal basso in percorsi politici più generali e in rivendicazioni comuni”.

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