20 novembre 2018

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Battazza ad incontro pubblico: “ancora non riesco a capire”

in foto: Un momento dell'incontro

Un lungo applauso che ha sciolto la tensione. E’ iniziata così la prima uscita pubblica di Claudio Battazza. Un’iniziativa promossa da Morciano Futura per dare la possibilità all’ex sindaco di raccontare la sua versione dei fatti. Nella sala dell’ex Lavatoio ieri sera c’erano oltre 200 persone, molte in piedi, la maggior parte, e a parlare per loro sono i ripetuti applausi, per sostenere Battazza. In prima fila anche i sindaci di Gemmano Riziero Santi e di San Clemente Mirna Cecchini, il consigliere regionale del PD Nadia Rossi, rappresentanti della decaduta amministrazione.

Lo dice subito Battazza: “sto male, ancora non riesco a capire che cosa è successo“. Al suo fianco l’ex vice sindaco Stefano Dradi, anche lui indagato con l’accusa di aver sottoscritto un contratto di falsa sponsorizzazione.

Battazza legge degli stralci dalla carte giudiziarie in cui c’è scritto che è stato acclarato con non ha concusso, non ha corrotto, non ha intascato soldi. Se le è sottolineate con un evidenziatore quelle parole. Per quello che riguarda il contratto si parla di “induzione a..”, ma “non abbiamo – dice – avuto a che fare con persone che avevano soggezione del sindaco di Morciano. Stiamo parlando di imprenditori che ogni giorno si occupano di pratiche importanti“.

Ricostruisce poi la vicenda della sponsorizzazione, racconta del progetto per la riqualificazione dell’area ex Ghigi, convinto che sia un ottimo volano per il rilancio della città “che cosa c’è di così spaventoso da creare tanto panico. Spostiamo un Conad, lo adeguiamo nelle metrature per dare risposta alla città. Restano 4mila metri quadri di superficie utile: 2.500 per Rinnovamento Ghigi, 1.500 per altro” e si dice dispiaciuto perché tutto, con il suo arresto, si è fermato.

L’arresto in Italia è il massimo della pena. Sono considerato tra i delinquenti peggiori, come se avessi ucciso qualcuno, abusato di qualcuno. Non me ne faccio una ragione. Sono stato sottoposto ad una gogna mediatica. La pena la sto scontando dal 2010 (ndr.quando fu inquisito per i padiglioni fieristici)“.

Io so – continua – di essere onesto, ma a loro (e indica le persone in sala) chi glielo dice che è vero. Guardando i titoli dei giornali le locandine anche io avrei pensato: Battazza deve averla fatta grossa. Chi mi ridà la mia dignità? Sono stato condannato ancora prima del rinvio a giudizio“.

Sulle dimissioni e sulla decisione che fossero irrevocabili: “le dimissioni erano necessarie per rispetto alla città e ai morcianesi. Sono stato un uomo delle istituzioni per metà delle mia vita, prima come sindaco di Montefiore poi come sindaco di Morciano. Per il rispetto delle istituzioni non avrei potuto fare altrimenti. La mia storia politica è finita”.

battazza 1

Sul clima in città: “A Morciano una reale politica di opposizione non c’è. Nessuno è mai venuto a dirci la Ghigi la vogliamo così. Ci sono stati solo esposti su esposti, mossi dalla tutela di  interessi privati che un amministratore non può avvallare“.

Qualcuno chiede dal pubblico: “perché quei 396mila euro non incassati sono stati messi a bilancio?“. Battazza risponde spiegando come entrano le voci nel bilancio, ma anche ricordando tutta la partita sugli oneri di urbanizzazione per cui nel 2013 Rinnovamento Ghigi fece ricorso al TAR, perché considerati troppo elevati visto che la giunta Battazza aveva ridotto le cubature dell’intervento.

Sulla decisione di partecipare ad un incontro pubblico e raccontare la sua versione: “Avevo bisogno di un momento di condivisione, è stato anche un po’ uno sfogo per dire tutta l’amarezza e la rabbia che provo. Mi ha fatto bene. La mia speranza è che la prossima amministrazione sia in continuità con questa, negli anni abbiamo fatto crescere tanti giovani appassionati alla cosa pubblica“. Parole accompagnate ancora da un applauso.

 

 

Simona Mulazzani

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