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I senegalesi di Morciano

integrazioneintervisteMorciano

31 marzo 2017, 09:56

Sul tema migranti spesso regna l’ignoranza, perché non si conoscono le storie, le esperienze, le vite delle persone. Chi migra lo fa per motivi ben precisi. Il Senegal è tra i paesi africani in cui si registra il tasso di migrazione più alto. Le ragioni? Coloniali, economiche, di studio, di lavoro.

Sono tanti i senegalesi in Italia. Sono la più importante comunità di migranti provenienti dall’Africa subsahariana. A Morciano c’è tanto Senegal.

Sono ben 63 i cittadini senegalesi residenti, in maggioranza maschi.

Jean Paul, il sacerdote senegalese che dalla scorsa estate fa stabilmente parte della comunità sacerdotale di Morciano, ha sentito il desiderio di radunare i suoi connazionali, per far sì che il pregiudizio e il disinformazione fossero superati dall’accoglienza e dall’integrazione.

 

Parlaci un po’ del Senegal…

“Geograficamente parlando, è il punto più avanzato del continente africano nell’oceano Atlantico. In Senegal vivono oltre 15 milioni di persone in una superficie di 196.722 kmq. Si tratta di una Paese democratico, laico e stabile, in via di sviluppo. A livello religioso c’è una forte maggioranza musulmana, con una storica ed esemplare convivenza tra musulmani e cristiani. La nostra integrità nazionale si fonda sulla volontà politica di mantenere intatta la coesione sociale a partire dal riconoscimento e dalla valorizzazione delle diverse culture e religioni”.

 

Come nasce il progetto a Morciano?

“Vogliamo farci conoscere e dimostrare che siamo cittadini senegalesi ma anche morcianesi, viventi in questa comunità e partecipi della sua vita. Ho cercato in prima persona di fare una fotografia alla situazione sociale. Anzitutto, mi ha colpito la presenza di tante famiglie con bambini piccoli. Molti senegalesi vivono sotto lo stesso tetto per necessità economiche.

Mancando una comunità organizzata, visibile e attiva, ho pensato che fosse giunto il momento di mettersi in cammino, per consentire l’integrazione alla vita della comunità di Morciano. E allora ho incontrato di persona i miei connazionali, sono stato nelle loro case”.

 

Ci sono già stati momenti d’incontro e di presentazione alla comunità?

“Sì, il primo è stato il 18 febbraio ma a breve abbiamo intenzione di viverne un altro. Il «battesimo» è andato bene. Era un sabato ed eravamo nella Sala ex Lavatoio, alla presenza dei senegalesi di Morciano e di altri provenienti da tutta la Valconca. Il clima era conviviale e sono nate tante idee a favore dei singoli e della comunità intera.

Il 4 aprile ricorre il 57esimo anniversario dell’indipendenza dalla Francia e stiamo organizzando un momento che possa avere un’utilità civica, in modo tale da dimostrare la nostra unità e la nostra volontà di essere coinvolti nel paese.”

 

Se dovessi fissare degli obiettivi?

“Sicuramente organizzarsi ancor meglio in comunità di vita tra senegalesi per migliorare la conoscenza reciproca. Ci teniamo a promuovere incontri di riflessione su tematiche quali l’educazione e la scolarizzazione dei bambini, gli scambi culturali con altre comunità straniere presenti.

Tutto ciò al fine di vivere un’effettiva e fraterna integrazione con la comunità morcianese e italiana”.

 

Tommaso Mazzuca

Settimanale Il Ponte

Redazione RiminiSocial 2.0

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