Dulca Santarcangelo. Intervista a Stefano Cunico dopo la vittoria sui Giardini Margherita

Stefano Cunico

in foto: Stefano Cunico

È arrivato in punta di piedi. Si è messo a disposizione della squadra e dell’allenatore nonostante l’esperienza anche in serie maggiori. Ha portato talento, passione e voglia di vincere. Un Esempio? Guardate i 29 punti di sabato sera. Ma non solo. Andatevi a riguardare la partita. Dall’inizio, dove ii meccanismi erano un po’ inceppati e lui si è preso le chiavi della squadra, alla fine, dove quella bomba dai sette metri ha spezzato ritmi e animi. E guardatevi anche il durante. Poesia. Ah ovviamente di chi stiamo parlando? Stefano Cunico. A domande retoriche come siamo messi?

Stefano, 50 minuti, due supplementari e soprattutto due attributi non da ridere per portarla a casa.
“Sì, una partita dove siamo partiti con qualche difficoltà. Ci abbiamo messo un po’ a rodare per bene. La questione falli poi non ci aiutava con i lunghi come Saponi, Fusco e Dini. Poi ci siamo sciolti e abbiamo cominciato a giocare meglio e a infilare qualche canestro in più. “Raffo” e “Sapo” poi ci hanno dato una mano immensa. Ma fondamentali siamo stati tutti dal primo all’ultimo. È stata una vittoria di squadra e devo ringraziare tutti”.

Ventinove punti per lei, tante assistenze e tanto carisma per condurre i suoi alla vittoria.
“Sì, diciamo che queste partite tirate mi piacciono di più e mi esaltano. Sono contento di aver dato il mio contributo alla causa. Mi piace sia prendermi le responsabilità che giocare per i compagni. Erano importantissimi i due punti e siamo già proiettati alla prossima”.

Tra l’altro quella bomba da sette metri che ha fatto esplodere il PalaSGR. Mi dica, per favore, come le è uscita.
“Guardi, in realtà è tutta questione d’istinto. Ho visto che non mancava troppo alla fine dei 24″, ero in un momento di nervoso perché loro difendevano bene e forte in punta e avevo e avevamo bisogno di una giocata e ho sparato. La mia esultanza dopo la tripla era una sorta di sfogo al momento di tensione che stavamo passando soprattutto a causa della loro difesa”.

Ora otto punti di distanza tra voi e Imola. Un mezzo match point già a Budrio.
“Noi dobbiamo guardare partita dopo partita. È chiaro che se si vince venerdì e Imola perde siamo matematicamente primi. Ma mi piacerebbe forse di più festeggiarla in casa, davanti al nostro pubblico, contro l’unica squadra che di fatto ci ha battuto in campionato. A Budrio sarà una partita difficile. Loro sono una squadra piccola che ha battuto Imola in casa. Non sono sicuramente facili da incontrare. Dovremo dare il nostro cento per cento per batterli e non perdere la concentrazione”.

Lei è la vera new-entry di quest’anno. Come si sta trovando con Massimo Bernardi, società e squadra.
“Ma guardi, se devo essere sincero io un po’ ho girato e sono stato in qualche squadra e un’organizzazione così a livello societario, dai custodi a tutti i dirigenti a tutti gli addetti ai lavori non l’ho mai trovata e per questo mi trovo benissimo. Poi c’è Massimo che è super, tiene sempre alta la concentrazione e tira fuori il meglio da ogni giocatore. E infine la squadra, un gruppo unitissimo dove ci sono dai più piccoli, ai quali ogni tanto se posso do dei consigli o insegno qualche trucchetto del mestiere, a giocatori forti e d’esperienza come Saponi, Tomassini e Raffaelli. Sono veramente contento”.

Devo ammetterlo. Ero tentato dal fagli una domanda sul futuro in caso di promozione. Ma mancano ancora cinque partite, due per decretare la promozione o la lotta fino a fine campionato.

Cristian Tartaglia

Icaro Sport

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