domenica 20 gennaio 2019
di Redazione   
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mar 21 mar 2017 17:29
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I locali da ballo italiani sono pronti a ripartire e chiedono di essere considerati maggiormente nella promozione turistica. Il grido arriva da Rimini dove i presidenti provinciali del Silb si sono riuniti all’hotel Sporting per la sesta Convention nazionale. A fare gli onori di casa il presidente riminese, Gianni Indino: “Dobbiamo essere consapevoli – ha detto – del peso che abbiamo nell’offerta e nella scelta turistica di una località. Un recentissimo studio commissionato da Fipe-Silb ha evidenziato come l’82,4% delle persone intervistate consideri il ruolo delle discoteche e dei locali notturni come ‘importante o fondamentale’ per la scelta della propria meta di viaggio. I tempi sono cambiati da quel 1956 quando l’allora presidente dell’Aia scriveva al prefetto per avere più ore di musica la notte perché gli ospiti in vacanza volevano divertirsi. Al terzo posto dopo ospitalità e cortesia e il mangiar bene, i turisti scelgono una località al posto di un’altra per discoteche e locali di divertimento. Noi siamo pronti ad evolvere, ma sentiamo la necessità (e dati alla mano non è una richiesta campata in aria), di essere maggiormente considerati, in primis dagli enti di promozione turistica. Da parte nostra, continuiamo a rimboccarci le maniche per offrire la maggiore qualità possibile nei nostri locali, per darci e per seguire leggi e regolamenti. Rimini sta già dando un esempio virtuoso del ‘fare sistema’ con un progetto sostenuto anche dalla Regione: i locali della nostra provincia si sono autotassati e investiranno la considerevole cifra raccolta in promozione sul web, per intercettare le fasce di turisti più giovani. Per questo mi piace ringraziare l’assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini e il direttore dell’Apt Burioni ”.
La crisi del nostro settore è evidenziata dai numeri – ha spiegato il presidente nazionale del Silb, Maurizio Pasca -, con una tendenza negativa in tutto il mondo che ha visto in 7 anni un calo globale del fatturato del 18% e del numero degli spettacoli del 20%. Uno studio dell’Economist ha evidenziato che la crisi della discoteca è diffusa in tutta Europa, non solo in Italia: a Parigi in due anni è scomparso il 30% dei locali da ballo, in Gran Bretagna sono passati negli ultimi 10 anni da 3.144 discoteche a 1.733. Solo a Berlino non è in calo il numero dei club, ma lo sono comunque gli incassi. Eppure, il mondo della notte vale il 4% del Pil italiano, con 7 miliardi di euro di fatturato. La crisi c’è, dunque, ma è una crisi delle discoteche vecchio stampo, non del divertimento. Ci siamo battuti e continueremo a batterci contro l’abusivismo, ma dobbiamo focalizzarci anche su altri aspetti, come il capire meglio le esigenze del nostro pubblico, che sono cambiate insieme alla società. Benissimo il contenimento dei costi, la richiesta di una fiscalità più equa, la sicurezza, normative adeguate e una lotta costante all’illegalità. Noi come Silb siamo attivi su tutti questi fronti, che hanno recentemente prodotto il Protocollo d’Intesa con il ministero dell’Interno volto a rafforzare le misure di sicurezza, ma da imprenditori dobbiamo trovare le strade per rinascere”.
La città di Rimini tira le fila di questo nuovo mondo della notte e si prepara ad un’altra edizione di Music Inside Rimini, la fiera delle innovazioni e delle tecnologie del settore suono, luci, video. La nuova edizione (7-8-9 maggio 2017) di una manifestazione storica che è tornata viva ed è anche in buona salute, con un incremento di espositori da tutta Europa.

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