mercoledì 12 dicembre 2018
di Icaro Sport   
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mer 29 mar 2017 21:52 ~ ultimo agg. 21:58
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BUDRIO BOLOGNA-DULCA SANTARCANGELO 56-84, INTERVISTA A FRANCESCO FUSCO

Francesco Fusco, uno dei veterani dei Dulca parla ai nostri microfoni dopo la roboante vittoria a Budrio. Ma come veterano? Non è un classe ’96? Come fa ad essere già navigato e decisivo a 20 anni? Guardatelo e guardatelo di nuovo. Ammiratelo mettere la palla a terra dal perimetro o giocando in post-up. Spalancate gli occhi al mid and long range di tiro. Guardate come trascina i compagni anche nei momenti di difficoltà prendendosi tutte le responsabilità del caso. E poi venite a contestare queste parole, sempre se ne avete il coraggio.

Francesco, partiamo dalla vittoria contro Budrio, in quell’occasione ha giocato tra l’altro gran parte della partita da cinque. Partita così e così per due quarti e mezzo poi l’allungo.
“Sì, una partita tosta. Loro in casa avevano vinto con Imola e non erano sicuramente facili da affrontare. Hanno giocato con cinque piccoli o quattro più un finto lungo, il che ci ha messo in difficoltà, poi alla lunga abbiamo cominciato a giocare come sappiamo e abbiano portato a casa i due punti”.

La sua prestazione è sublime. Non solo i 16 punti, ma tanto apporto difensivo, assistenze per i compagni e grinta nel momento decisivo. Se poi entriamo a livello tecnico le penetrazioni dalla punta e il gioco in post sono stati devastanti.
“Sì, diciamo che devo dire grazie a Massimo (Bernardi, ndr) per questo. È lui che mi ha preso e mi ha detto da inizio anno che una delle mie caratteristiche poteva essere l’1vs1 da palleggio. Fino a quel momento non pensavo di poter battere gli avversari sul primo palleggio. Ero abituato o al gioco in post o agli scarichi in angolo. Devo dire grazie a lui se sono riuscito a fare quello che ho fatto contro Budrio”.

Due punti che fanno ben sperare nella partita di sabato, quella decisiva con Grifo dove se vincerete salirete di categoria.
“Una partita importantissima, che potrebbe essere il coronamento di una stagione incredibile. Tra l’altro con l’unica squadra con cui abbiamo perso in questo campionato. Per cui varrà doppio. Dobbiamo vincere per la società, per noi stessi, ma soprattutto per il nostro pubblico che ogni volta ci sostiene e spero che anche questa volta possa accorrere numeroso. Sono fantastici e si meritano una vittoria”.

Si aspettava di arrivare così in alto fino a questo momento?
“Aspettarselo è una parola grossa. Posso dire che le premesse c’erano tutte. Una squadra con Saponi, Cunico e Raffaelli che sono fuori categoria e ragazzi giovani come me, Dini e tutti i ragazzi più piccoli poteva sicuramente arrivare a questo punto. Ora però dobbiamo dimostrare di essere la squadra più forte e vincere sabato”.

Ha già vissuto le promozioni con questi colori. Che emozioni porta?
“Un’emozione incredibile. Vedere piangere Saponi, esplodere di gioia tutti i ragazzi con cui condividi una stagione è qualcosa di incredibile. Soprattutto quando ti senti parte integrante della squadra e del progetto. Dopo una prima metà di stagione dove avevo giocato poco, coach Tassinari mi ha dato più spazio e responsabilità ed è chiaro che le emozioni si elevano al quadrato”.

Cosa sente sia cambiato dallo scorso anno a livello di metodo con Bernardi rispetto a Tassinari?
“Io credo che siano due contesti troppo diversi per essere paragonati. Massimo ha un ruolo più di “spronatore” rispetto a “Tasso”, anche perché ci sono giocatori giovani che devono formarsi e crescere. “Tasso” aveva una squadra con giocatori già fatti che avevano bisogno più di un’impronta organizzativa che caratteriale. Poi, si può inserire anche la componente età. “Tasso” era alla prima esperienza con giocatori quasi coetanei, mentre Massimo è un maestro per i ragazzi. A inizio anno ho anche avuto qualche discussione con lui perché siamo due passionali, ma dopo poco ho capito che era l’allenatore fatto per me. Oggi se qualcuno mi dovesse chiedere riguardo Massimo, direi che è il migliore. Ci tira fuori sempre il duecento per cento e sabato vogliamo che il risultato di tutti i suoi insegnamenti venga fuori a suon di due punti e vittoria del campionato!”

E allora oltre che guardarlo, ascoltatelo. Venite tutti numerosi. Lui ci sarà e ha promesso una prestazione sopra le righe per il proprio pubblico. Sarà la partita culmine di un annata stupenda. Niente è già scritto. Tutto è da romanzare. 40 minuti la durata minima. Dieci leoni in battaglia. Pronti a combattere? Sabato ore 21 il PalaSGR diventerà l’Arena dei gladiatori. Solo i più forti vinceranno.

Cristian Tartaglia

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