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In foto: il progetto "Ritorno alla spiaggia" (foto Riviera di Rimini
di Gianluca Angelini   
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dom 19 mar 2017 12:32 ~ ultimo agg. 13:47
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Correndo di mattina presto – ora che s’approssima la primavera – vedo tanti bagnini e albergatori che, di buon ora, iniziano a rinfrescare le loro attività in vista della stagione ormai vicina. Mi ricordo bene quando anche i miei genitori cominciavano a rimettere in sesto l’albergo: di lì a poco sarebbe arrivata la Pasqua e poi il gran ballo dell’estate. E, con l’estate, i clienti. Molti dei quali divenuti – di anno in anno – amici.
Già, perché prima dei voli low-cost; del mondo sempre più piccolo e facile da raggiungere; dei pacchetti-vacanza che rendono accessibile anche quello prima sembrava inarrivabile; dei viaggi last-minute, da queste parti, in Romagna – ma penso anche in altre zone d’Italia – c’era chi, ogni dodici mesi, tornava a trovarti. A fare qualche giorno – o qualche settimana – di vacanza al ‘solito posto’.
E già sapevi che avrebbe voluto, quella camera lì – chessò la 24 o la 46, per dire – e che, a tavola, avrebbe gradito stare vicino a quella famiglia, a quei ragazzi che ‘c’erano pure l’anno scorso’. Ché in inverno, i vacanzieri si sentivano, si scambiavano gli auguri di natale, si accordavano per rivedersi al mare. E poco importa la nazionalità: incredibilmente, pur non pronunciando mezza parola dei rispettivi idiomi, tedeschi pianificavano ferie insieme a bergamaschi, modenesi o napoletani. Belgi con piemontesi o veneti. Svedesi con francesi. Spesso, se il periodo di ferie era lo stesso e la strada da percorrere per venire giù in Romagna la medesima, si davano pure appuntamento in quell’autogrill o quell’altro. Giusto per arrivare insieme in hotel e poi, immancabilmente, passare al mare a salutare il bagnino e fermare l’ombrellone.
Così, di stagione in stagione, ti ritrovavi ad avere come ospiti, intere generazioni familiari: nonni-genitori-figli. E, talvolta, figli dei figli. Giocavi con i bimbi dei clienti, tuoi coetanei, che ancora oggi – che ci siam fatti tutti grandi – fanno parte, in qualche modo, della tua vita. Passavi in comune a farti dare una ‘pergamena’ per celebrare gli anni di fedeltà vacanziera di quella famiglia o di quella coppia innamorati della Riviera.
Cose belle. Del passato. Ma belle. E, forse, tutte romagnole. La scorsa estate il proprietario dell’hotel in Alto Adige, in cui abbiamo passato le ultime vacanze con i bimbi, si ferma al nostro tavolo. Saluta e poi, rimirando la famigliola, esclama: ‘non è la prima folta che fenite qvi, fero?’ ‘Ehm, no, sarebbe la sesta. La prima volta la bimba era piccolissima e gli altri due ancora non c’erano…’ ‘Ach, la sesta – scuote la testa bonario – ma daffero? E siete fenuti ankora? Anke qvest’anno? Mah…’. Ah, la vecchia Romagna…

Dal blog Pendolarita’

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