12 novembre 2018

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Il post Unioni di prodotto. Entro fine anno le tre “Destinazioni turistiche”

stinazioni turistiche emilia romagna

in foto: la Riviera

Entro fine anno si conclude la fase di transizione del sistema di organizzazione turistica della Regione Emilia-Romagna dove entreranno in scena le tre nuove “Destinazioni turistiche” previste dalla legge regionale sul turismo. Si tratta di veri e propri enti pubblici che opereranno insieme ad Apt per la promozione del comparto assumendo le funzioni fin qui esercitate dalle nove Province e dalle 4 Unioni di prodotto che sono state abrogate e si stanno sciogliendo in questi giorni.

Nel frattempo non ci sarà alcuna discontinuità nel sostegno e nelle azioni di promozione turistica regionale, sui prodotti e sui territori, garantite in questa fase transitoria da Apt. È quanto ha assicurato Andrea Corsini, Assessore al turismo, intervenuto in commissione Politiche economiche per una informativa sullo stato di attuazione della riforma introdotta con la legge entrata in vigore nel marzo scorso (L.r. 4/2016).


 

Il resoconto del dibattito:

“Abbiamo ritenuto necessario fare il punto su un passaggio fondamentale per le politiche della nostra Regione –  ha sottolineato la presidente della commissione, Luciana Serri–  Il turismo rappresenta un settore chiave per l’economia regionale e ha rilevanti potenzialità di sviluppo.  Va dato atto all’assessore – ha sottolineato Serri – del lavoro di coinvolgimento dei territori per la definizione delle Destinazioni turistiche.  Credo importante tenere monitorato l’aspetto di valorizzazione.  All’interno della stessa Destinazione possono esserci anche realtà non omogenee che se ben integrate possono trarre reciproci vantaggi e risultati significativi”. La discussione che c’è stata nei territori in questi mesi – ha riferito Corsini – ha portato alla definizione delle tre nuove Destinazioni turistiche che si costituiranno nei prossimi giorni: la Destinazione Romagna (che comprende anche Ferrara), la Destinazione Città metropolitana di Bologna, che comprenderà anche Modena, “per una scelta che rafforza un’area che ha tratti omogeneità molto diffusi”, e infine la terza che sarà la destinazione Emilia occidentale (con Reggio Emilia, Parma e Piacenza). “Passeremo a un sistema semplificato – ha concluso l’assessore – dove le funzioni saranno svolte solo da tre ambiti amministrativi di area vasta con finalità promozione turistica su funzioni prima svolte da ben 13 realtà (9 Province e 4 Unioni di prodotto).

A parere di Barbara Lori (Pd) il lavoro fin qui svolto, con il coinvolgimento dei territori, per l’identificazione delle Destinazioni turistiche, ha tutti i presupposti per sviluppi positivi anche in futuro. “Continueremo a lavorare e a monitorare l’applicazione della riforma – ha detto – perché il percorso fatto fino ad ora ha creato aspettative per fare cose importanti anche in aree dove il turismo non è così consolidato”. Per Raffaella Sensoli (M5s) persiste “qualche perplessità, soprattutto per l’area della Romagna che – ha ricordato –  ha un’offerta turistica molto diversificata e c’è il timore che non vengano valorizzati tutti i settori come si dovrebbe. E per quanto riguarda Apt – ha infine esortato – “ci auguriamo che i fondi stanziati vengano controllati e spesi veramente per promuovere nostra Regione e non per pagare aperitivi”.

Apprezzamenti da Yuri Torri (Sel):  la legge è partita fin dall’inizio sulla giusta direzione e va monitorata con attenzione, ha detto sottolineando l’importanza di valorizzare esperienze già avviate nei territori con un approccio integrato tra pubblico e privato.  Nel dibattito, per chiarimenti sulle iniziative di promozione turistica che coinvolgono Imola e Faenza è intervenuto anche Stefano Bargi (Lega nord). Rimanendo in argomento, la commissione ha poi espresso parere favorevole (favorevoli Pd e Sel, astenuti Lega nord, M5s Fdi-An) allo schema di delibera che istituisce “l’Area vasta a finalità turistica della Città metropolitana di Bologna” che coinciderà con il perimetro del territorio metropolitano bolognese. Il provvedimento predisposto dalla Giunta regionale su proposta della stessa Città Metropolitana di Bologna prevede che le funzioni di Destinazione turistica saranno assunte dalla Città metropolitana di Bologna.   (isabella Scandaletti)

Redazione Newsrimini

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