lunedì 18 febbraio 2019
In foto: Maurizio Improta (Adriapress)
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ven 25 nov 2016 18:05 ~ ultimo agg. 26 nov 15:54
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La Procura di Perugia ha chiuso l’inchiesta sul presunto rapimento di Alma Shalabayeva e della figlia Alua Ablyazov. Con la notifica della conclusione delle indagini, preludio di una probabile richiesta di rinvio a giudizio, si fa più concreto il rischio del processo per sette poliziotti, un giudice di pace e tre diplomatici del Kazakistan. Si tratta di due dirigenti della Polizia di Stato: Renato Cortese, attuale direttore del Servizio Centrale Operativo e all’epoca dei fatti capo della squadra mobile di Roma, e Maurizio Improta, già capo dell’Ufficio Immigrazione e oggi questore di Rimini; il giudice di pace Stefania Lavore, tre diplomatici dell’ambasciata kazaka a Roma e cinque funzionari di polizia già in servizio alla Mobile di Roma e all’Ufficio immigrazione. Tra le accuse quella più grave è appunto il sequestro di persona: nel 2013 Alma Shalabayeva e la piccola Alua Ablyazova, moglie e la figlia del dissidente kazakho Mukhtar Ablyazov, sarebbero state illegittimamente arrestate ed espulse dall’Italia.

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